Annozero e la tv, da Le Vite degli Altri a Grillo. Santoro: “Facciamo paura”

Annozero e la tv, da Le Vite degli Altri a Grillo. Santoro: “Facciamo paura”

Annozero medita sulla tv: dal caso Le Vite degli Altri - film sulle intercettazioni della Stasi comparso su RaiDue - alle regole sui talk show che Santoro intende aggirare, trasformando il pubblico in arbitro con tanto di fischietto

    Che in tv non ci sia nulla di casuale è ben noto a chi la fa, la studia e la segue assiduamente (con un pizzico di spirito critico). La puntata di Annozero di questa sera, 10 febbraio 2011, si apre proprio con un’anteprima dedicata alla tv, puntando sui vecchi modelli che continuano stancamente a ripetersi, sulle regole imposte dalla Rai per far tacere un programma che fa paura (“anche se racconta balle” come dice ironico Santoro) e che modifica la programmazione improvvisamente per inserire il film Le Vite degli Altri, incentrato sulla Germania comunista schiacciata dalle intercettazioni della Stasi. Un caso? In alto il video dell’anteprima di Annozero del 10/2/2011.

    Mi sono interrogato sul perché Annozero faccia paura. Eppure non bisognerebbe aver paura di un programma che dice solo bugie, no? Nonostante questo intorno a noi è stato alzato un filo spinato di regole, con le quali prima o poi dovemo fare i conti“: così Michele Santoro apre Annozero, dedicando l’anteprima alla tv. Una tv che Beppe Grillo, protagonista della puntata con una nuova intervista, non esita a definire vecchia: “Mi chiedono sempre perché io non torno a fare tv; io piuttosto chiedo a voi come fate a vederla ancora. E’ vecchia: Striscia la Notizia usa ancora le stesse risate registrate del 1992, quella gente che ride ormai è morta. Santoro fa sempre gli stessi programmi, con i politici di destra e di sinistra, i giornalisti di destra e di sinistra… desse la parola alle persone che invece sono sedute dietro di lui, direbbero certo cose più intelligenti dei suoi ospiti“.

    L’idea, in effetti, è piaciuta a Santoro che medita, come già annunciato la scorsa settimana, di modificare un po’ l’impianto del programma (se dovesse continuare). “Annozero è un programma aperto e come tale non si sa mai come contnuerà, se continuerà. (…) Prima o poi dovremo decidere: o accettiamo di lavorare in queste condizioni o decidiamo di lasciar perdere. E presto ci chiederemo di dirci la vostra su questo.

    E presto dovrò decidere sul pubblico che ci circonda: tra un po’ forse lo trasformeremo in un arbitro della puntata, chiamato a fischiare i falli. Quando qualcuno parlerà troppo, male, si sovrapporrà agli altri allora potranno fischiare per riportare l’ordine“.

    Insomma, si mira a dare un nuovo ruolo al pubblico in studio, ormai ridotto a mera scenografia dalle regole sui talk show imposti dalla Rai. Una Rai che in questi giorni sta ‘adattandosi’ all’attualità politica con una programmazione ad hoc, apparentemente casuale: giusto qualche giorno fa RaiTre ha programmato Il Trasformista di Luca Barbareschi, nel clou del suo ‘contestato’ e smentito passaggio da FLI al Pdl; RaiTre, intanto, chiede di trasmettere Il Caimano – opzionato da RaiUno fino a maggio – e riceve il divieto dai vertici di trasmetterne una sequenza all’interno di Parla con Me.

    E poi c’è il caso, fresco fresco, del film Le Vite degli altri, citato da Santoro: il film (uno spaccato durissimo sullo spionaggio della Stasi all’epoca della Germania dell’Est) è stato trasmesso ieri da RaiDue (registrando il peggior ascolto tra le reti generaliste), e giustappunto oggi il premier Berlusconi paragona il nostro sistema inquirente alla Stasi. Stando a quel che ha raccontato Cruciani a La Zanzara questa sera (Radio 24), il premier avrebbe visto il film qualche giorno fa (complice la citazione fatta da Daniela Santanché durante la puntata di Annozero del 20 gennaio scorso) e, per pura coincidenza, il film sarebbe comparso nella programmazione di RaiDue. Che dobbiamo pensare?

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