Ancora licenziamenti, e dopo i Golden Globes potrebbero saltare gli Oscar

La storia è destinata a ripetersi: la NBC ha assicurato che i Globes si sarebbero fatti, e poi la cerimonia è stata cancellata

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    La storia è destinata a ripetersi: la NBC ha assicurato che i Globes si sarebbero fatti, e poi la cerimonia è stata cancellata. L’Academy assicura che gli Oscar si faranno, ma se lo sciopero degli sceneggiatori andrà avanti, anche gli Oscar potrebbero essere cancellati, perché gli organizzatori hanno inutilmente tentato di giungere ad un accordo con gli sceneggatori che permettesse alla cerimonia di svolgersi senza problemi.

    Gli attori hanno già fatto sapere che boicotteranno la cerimonia piuttosto che oltrepassare i picchetti, e la cerimonia dei Globes di domenica notte, che di solito ha un red carpet stellare, è stata ridotta ad una conferenza di mezz’ora con solo l’annuncio dei vincitori.

    Gli sceneggiatori sono entrati in sciopero perché l’associazione dei produttori si rifiuta di pagare i residuals sui nuovi media (internet, iPod, cellulari), e secondo Julian Myers, una delle voci più ascoltate ad Hollywood, se lo sciopernon finisse presto, più che gli Oscar dovremmo preoccuparci della fine di Hollywood: “Lo sciopero, ha detto Myers, sta accellerando la fine delle produzioni cinematografiche e televisive: ci sono sindacati che trattano, e sindacati pronti a scioperare: tutto è possibile”.

    Intanto, continua la falcidia di dipendenti: anche 20th Century Fox Television, CBS Paramount Network Television, NBC Universal hanno confermato di aver rescisso i loro accordi di produzione e sviluppo progetti: non è chiaro quanti dipendenti siano stati licenziati (una produzione può avere solo uno sceneggiatore se è in fase di scrittura, o un gruppo di lavoratori, se è in fase di produzione) “causa forza maggiore”, motivazione che permette agli studios di rescindere unilateralmente un contratto in caso di sciopero, previo preavviso di due mesi. “La durata dello sciopero ha significativamente intaccato il nostro business, e siamo spiacenti ma abbiamo dovuto tagliare alcuni contratti di produttori/sceneggiatori”, scrive la NBC Universal.

    Finora, sono stati ‘tagliati’ quasi 65 contratti: ABC Studios ha rescisso 25 contratti, CBS Paramount 15, la Fox all’incirca 14 e la NBC Universal 10, per non parlare della Warner Bros. che ha licenziato di colpo 1000 persone.

    E se lo sciopero andasse avanti fino a febbraio, ci sarebbe un altro giro di “licenziamenti a causa di forza maggiore”. Secondo quanto dichiarato da un anonimo grosso dirigente: “i tagli andrebbero ancora più in profondità”. Al di là dei comunicati, terminare i contratti fa parte di una strategia: i pagamenti non vengono fatti da novembre, cioè da quando la Writers Guild of America (che nel frattempo ha concluso un accordo ad interim ma con effetto immediato con la Spyglass Entertainment and Media Rights Capital) è entrata in sciopero, e i licenziamenti riguardano sceneggiatori poco conosciuti, non persone che lavorano sulle grandi hit (Heroes, Grey’s Anatomy, House MD, etc). Eliminando i contratti adesso, gli studios non sono più obbligati a pagare i contratti neanche se lo sciopero finisse in un mese o due, e per le grandi compagnie stiamo parlando di decine di milioni di dollari risparmiati.