Ancora in alto mare le trattative tra attori e produttori

Ancora in alto mare le trattative tra attori e produttori

Non c’è ancora una data di ripresa delle trattative tra attori e produttori per evitare uno sciopero degli attori che paralizzerebbe Hollywood: procedere con calma sembra la linea guida di Juan Carlos Gonzalez, il mediatore federale, che ha chiesto ai vertici della Sag un nuovo incontro (accettato) per mercoledì

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    (Immagine tratta da: Deadline Hollywood Daily)

    Non c’è ancora una data di ripresa delle trattative tra attori e produttori per evitare uno sciopero degli attori che paralizzerebbe Hollywood: procedere con calma sembra la linea guida di Juan Carlos Gonzalez, il mediatore federale, che ha chiesto ai vertici della Sag un nuovo incontro (accettato) per mercoledì.

    Ricordiamo che le due parti hanno già avuto un incontro nei giorni scorsi, ma se consideriamo che dal 19 ottobre, giorno di richiesta del mediatore federale, ad oggi, le cose sono rimaste invariate, non ci resta che incrociare le dita e sperare per il meglio.

    Subito dopo aver incontrato il mediatore nei giorni scorsi, Alan Rosenberg, presidente Sag, Doug Allen, direttore esecutivo nazionale, e Ray Rodriguez, capo del team addetto alle trattative, hanno emesso un comunicato dove si parlava brevemente dell’incontro, ma senza pronunciare alcuna parola sull’offerta dell’AMPTP.

    Il sindacato degli attori si è limitato a ricordare i suoi punti chiave imprescindibili, cioè giurisdizione sui nuovi media per tutte le produzioni, guadagni sicuri per quando le vecchie produzioni vengono riutilizzate sui nuovi media, e la protezione per cause di forza maggiore che gli attori sostengono e che le majors vogliono eliminare.

    Gonzalez ha poi incontrato i vertici dell’AMPT, ‘sindacato’ che subito dopo il meeting ha emesso a sua volta un comunicato dove si diceva che al mediatore federale erano state fornite le linee base del contratto proposto alla Sag, sulla falsariga di quelli già stipulati con WGA, DGA e AFTRA nei mesi scorsi.

    Le due parti, lo ricordiamo, non si parlano dal 16 luglio: già ad agosto era emersa l’ipotesi di un mediatore federale, ma l’allora fazione predominante Membership First aveva rigettato l’idea; dopo le elezioni di settembre, in cui è risultata vincitrice la Unite For Strenght, si è deciso finalmente di chiamare un mediatore federale, anche se contemporaneamente si è deciso che chi guida le trattative è autorizzato a ‘chiamare’ gli attori per votare sciopero (che deve comunque essere ‘autorizzato’ dal 75% dei membri).

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