An independent mind, documentario stasera su Cult

An independent mind, documentario stasera su Cult

in occasione del sessantesimo anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani, che ricorre oggi, il canale satellitare cult manda in onda un documentario sul tema della libertà di espressione

    An Independent mind, cult

    Esiste ancora la libertà di espressione? Questo il delicato, e purtroppo attuale, interrogativo che si pone un documentario-verità che andrà in onda stasera su Cult. Almeno oggi è da non perdere. Scoprite perché.

    È possibile che al mondo d’oggi, nel 2008, ci siano ancora persone che finiscono in carcere solo per aver disegnato un fumetto satirico contro il proprio presidente? O che siano torturate per un libro ed esiliate per una canzone? Purtroppo sì, è drammaticamente possibile. Sono cose di questo mondo. Di zone del mondo in cui la libertà di espressione non ha alcun valore.
    Una tematica importante che non deve passare inosservata e che merita l’attenzione di tutti soprattutto oggi che ricorre il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, La Carta Fondamentale promossa dall’Onu e firmata a Parigi il 10 dicembre del 1948.

    Raccontare storie vere di non libertà è sicuramente un modo per ricordare che la lotta e la difesa per i diritti fondamentali dell’uomo non deve conoscere tregua perché la strada purtroppo è ancora lunga. È quello che si propone di fare An Independent Mind – Noi Voci Libere, il documentario girato da Rex Bloomstein che andrà in onda stasera su Cult (canale 142 di Sky) alle 22 e che parte proprio dall’articolo 19 della Dichiarazione, quello sulla libertà di espressione che recita: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

    Al centro del documentario otto storie vere raccontate liberamente dalla viva voce dei diretti protagonisti: otto persone di origini e nazioni diverse accomunate dalla lotta per la libertà di parola. Tra queste dei comici birmani, una giornalista del Guatemala, un poeta siriano, un disegnatore algerino.

    An independent mind affronta però anche l’altro lato della medaglia, ovvero quali vincoli e limiti a questa libertà è possibile accettare.
    Una serata per riflettere. Perché vedere riconosciuti i propri diritti fondamentali è una legittima aspirazione degli uomini. Di tutti gli uomini.

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