Amici, vince il Dottor Carta dopo sei mesi di Mister Marco

Amici, vince il Dottor Carta dopo sei mesi di Mister Marco

Marco Carta vince Amici 7

    Amici, vince il Dottor Carta dopo sei mesi di Mister Marco

    Marco Carta ha vinto la settima edizione di Amici: la notizia non sconvolge, visto che per sei mesi l’ex parrucchiere cagliaritano, 22enne, è stato stabilmente in testa alla classifica del gradimento del pubblico, per lo più giovane e femminile. Ha sconvolto, invece, la straordinaria performance regalata in finale. Rispetto al suo standard ha sbagliato davvero poco e ha tirato fuori tutta la personalità del suo timbro. Ma una serata da fenomeno non può far dimenticare sei mesi di andamento scolastico meritevoli di una bocciatura. Ma Amici è ancora una scuola?

    Intanto la puntata finale di Amici ha raccolto 7.187.000 spettatori con il 35,4% di share mentre Lazio-Inter, su RaiUno, solo 4.406.000 spettatori, con il 16.14%. In prima serata Amici ha superato RaiUno di 13 punti percentuali, mentre in seconda serata ha raggiunto, in media, il 38%.

    Procediamo con ordine, cercando di non confondere i vari piani del discorso. Partiamo dal vincitore che ieri sera ha portato a casa un premio di 300.000 euro e uno stage di un anno a New York. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci dichiarando che ci fa piacere che abbia ricevuto tale “bottino” dopo una vita non certo facile. Ma questo è un discorso che riguarda la sua sfera “privata”, non quella “pubblica” costituita dal suo percorso scolastico e televisivo. Marco Carta è stato un vero disastro nei sei mesi di scuola che hanno preceduto la finale (ricordiamo che la trasmissione è iniziata il 20 ottobre): irrispettoso nei confronti dei docenti, svogliato, distratto, offensivo verso i compagni (ma in questo era in buona compagnia), impreparato (ricordiamo anche un’interrogazione per la maglietta dorata del serale per la quale si presentò con metà programma). Insomma, un allievo indisciplinato che la commissione aveva deciso di espellere dalla scuola. Una decisione grave che però la Commissione (e gli autori, consapevoli della forza televisiva del personaggio) non ha portato a termine, affidando il ragazzo, che nasconde dietro il suo atteggiamento un’insicurezza mostruosa, messa più volte in evidenza dai giornalisti e dai critici in studio ieri sera, alle cure di un maestro dai metodi duri, ma artisticamente infatuato dell’allievo, Luca Jurman. A lui Marco riconosce il ruolo di guida, mettendo da parte la sua naturale diffidenza verso un mondo che, non si capisce perché, ce l’ha con lui e lo segue, con una dedizione che però non sempre, anzi quasi mai, si traduce in esibizioni brillanti. Il suo timbro sabbiato, quello che ne ha principalmente giustificato l’ammissione nella scuola, da delizia si trasforma in croce. Deve dimostrare di avere anche altre qualità, ma talvolta si perde di vista anche la sua caratteristica timbrica in esibizioni imbarazzanti.

    Ma si sa, i secchioni (come Giuseppe Salsetta, Pasqualino Maione, Roberta Bonanno, Francesco Mariottini, Cassandra De Rosa) non raccolgono quasi mai le simpatie dei coetanei, che fin da subito si schierano dalla parte del più “spaccone”, di colui che sa (o meglio, è convinto)di essere bravo, di avere una “carta vincente” e di non aver voglia di passare la giornata sui libri. Da qui la sua stabile prima posizione in classifica di gradimento, che lo hanno portato ad una finalissima senza pathos e senza sorprese, una delle più noiose sotto il profilo della “gara”. Del resto, come rivela Fabrizio nella festa finale, tra Pasqualino e Roberta la differenza dei voto era grande, 50.000 voti, per cui se anche Pasqualino avesse scelto Roberta invece di Marco, l’andamento della serata non sarebbe stato diverso.

    L’atteggiamento di Marco irrita docenti, compagni e parte del pubblico a casa, ma nonostante i mille fischi che accompagnano ogni sua esibizione (almeno negli ultimi tempi) e ogni suo tentativo di giustificazione/spiegazione, il ragazzo va avanti fino alla vittoria finale. Una vittoria che però ha voluto intensamente, visto che ieri sera il “pessimo” Mr Hyde/Marco ha lasciato il posto ad un magnifico Dr. Jekyll/Carta: intenso, preciso, vibrante, che ha permesso finalmente di capire la qualità del suo timbro.
    Rivediamo la sua prima, incredibile, esibizione contro Pasqualino in You’re My First, My Last, My Everything.

    Comportamento tipico di un allievo brillante ma svogliato, capace di un exploit geniale agli esami di maturità dopo cinque anni di rimandature e sufficienze, per la frustazione dei docenti che hanno cercato di farlo emergere prima e fargli capire l’importanza di uno studio costante e la rabbia dei compagni che hanno lavorato con umiltà, continuità e fatica per dimostrare a se stessi, ai docenti, ai genitori di essere bravi.
    In genere in questi casi si parla di “ingiustizia“: premiare un allievo per una performance eccellente una-tantum a fronte di mesi di lotte, litigi e note sul registro lascia la sensazione dell’ingiustizia verso i compagni che, dal canto loro, possono pensare che alla fine studiare giorno dopo giorno non premi e non serva a niente.

    Ma questa è una scuola diversa, o meglio quella di Amici, a nostro avviso, non è più una scuola. Se lo fosse stata avrebbe dovuto rimandare a casa Marco con un 6 in condotta, avrebbe dovuto fare gli esami di sbarramento, avrebbe dovuto far uscire le tanto sbandierate prove di ballo nelle sfide finali tra i cantanti. E invece non c’è stato niente di tutto questo: la selezione degli allievi per il serale (per la prima volta), così come la vittoria finale (come da tradizione) è stata demandata al televoto. E’ un po’ come far scegliere all’assemblea dei genitori quali allievi promuovere: qualche anno fa ci sarebbero state magari anche delle bocciature, ora invece i genitori sono sempre, ciecamente, scherati a favore dei propri cuccioli.

    Insomma il pubblico ha scelto e la scuola ha perso la sua ragione d’essere: se lunedì XFactor (altro talent della stagione tv) si è trasformato in Amici con il salvataggio di Tony a scapito della bravissima Silvia, ieri sera Amici ha reso il favore trasformandosi in XFactor e premiando non l’allievo più completo, ma quello piu sorprendente. Non diciamo neanche il più bravo, perchè Pasqualino e Roberta non sono certo musicalmente meno di lui, anzi possono contare su una versatilità che Marco non ha: nel ballo non abbiamo avuto modo di vederlo se non in prova su Sky Vivo (a vantaggio, quindi, di un pubblico ristretto, visto che nella striscia quotidiana di Canale 5 non si è visto nulla delle prove per la finalissima); nella recitazione, oltre ai problemi di dizione – materia che fino a qualche anno fa faceva tremare i polsi agli allievi e ora drasticamente scomparsa – le sue prove sono sempre state decisamente inferiori a quelle dei compagni. Insomma la finalissima, anzi il pubblico, ha ignorato completamente il fattore scuola per concentrarsi solo su quello televisivo, fatto di simpatia, di bellezza, di fascino di mille altri elementi extra-scolastici.

    I sei mesi di scuola non sono serviti a niente: del resto il programma nelle ultime due stagioni si è concentrato solo sui litigi e che relegato le prove e le lezioni a qualche sparuto minuto su ore di striscia quotidiana, di conseguenza il risultato non poteva che essere questo.

    A cercare di riequilibrare le cose ci hanno pensato, paradossalmente, i giornalisti membri della Giuria di Qualità che ieri sera hanno assegnato il Premio della Critica (una borsa di studio di 50.000 euro) a Francesco Mariottini per il suo costante impegno, per la sua umiltà, per la sua educazione, per il suo esemplare comportamento scolastico. Mai una parola fuori posto, mai una giustificazione, nonostante l’infortunio che l’ha costretto ad un intervento chirurgico – e ieri sera ha ringraziato in diretta il medico e il fisioterapista – ma tanto lavoro a testa bassa.

    Proprio i giornalisti, quelli che si penserebbe essere più legati al concetto di “qui e ora”, hanno invece guardato al programma nella sua interezza, riconoscendo ad Amici ancora lo status di scuola e spezzando una lancia a favore della tanto vituperata Alessandra Celentano, dai modi spesso discutibili ma portatrice sana di disciplina e di metodo, quello cui Marco dovrà abituarsi se non vuole gettare al vento una dote naturale e una borsa di studio invidiabile. A New York non ci sarà Luca Jurman a sopportarlo e ad incoraggiarlo.

    In effetti ieri sera a vincere sono stati anche la Celentano e Jurman, due figure che con lo standard scolastico di Amici c’entrano poco. Il loro è sempre stato un atteggiamento da Accademia a fronte di uno standard livellato sulle scuole medie e superiori: da una parte c’erano Garrison, Steve, Fioretta, Fabrizio, Grazia, tarati su un modello da scuola dell’obbligo, dall’altra, invece, Alessandra e Luca hanno fatto assaggiare ai ragazzi il mondo del professionismo, anche se con toni talvolta un po’ eccessivi considerata la cornice nazional popolare del programma.

    Insomma, anche la settima edizione di Amici è andata in archivio, anche se oggi e domani alle 14.45 su Canale 5 ci saranno due speciali con il meglio della finalissima e con la festa per il vincitore, con gli Amici della sesta e della settima edizione, di cui vi anticipiamo in basso alcuni minuti.

    Sabato alle 14.10, poi, ci sarà la diretta dello spettacolo dei ragazzi da Piazza del Popolo (Roma). Per l’ottava edizione abbiamo un consiglio per Maria: togliesse di mezzo i banchi, i libretti e le divise, ormai orpello scenografico, se vuole continuare questa impostazione. Personalmente ci auguriamo che si torni al vecchio modello, quello fatto di lacrime, sudore e sangue. A più tardi con il meglio delle esibizioni di ieri sera.

    2115

    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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