Amici si ricorda di essere un programma tv

Amici si ricorda di essere un programma tv nella quarta puntata del serale, andata in onda ieri sera

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    Amici si ricorda di essere un programma tv

    Cos’è il talento?” Questa la grande domanda emersa nella quarta puntata del serale di Amici, andato in onda ieri sera (qui la nostra blogcronaca) che ha visto la seconda vittoria della squadra Blu e l’eliminazione di Simonetta, la sarda cantante dei Bianchi. Una domanda cui nessuno ha saputo dare una risposta, ovviamente, ma che ha messo ancora di più in luce una sacrosanta verità: Amici non è, e non deve essere, una scuola, è un programma tv “strappa audience”. In alto la proclamazione della vittoria e l’uscita di Simonetta.

    La puntata ha seguito il canovaccio delle precedenti tre, riproponendo lo schema “rvm denigratorio realizzato con spezzoni delle dichiarazioni degli avversari”, mostrato all’allievo prima o subito dopo l’esibizione, eventuale risposta e nei casi peggiori continuo rimpallo di “opinioni”, ovvero secchi giudizi tra concorrenti e docenti della commissione. Il meccanismo televisivamente funziona, peccato che da quattro mesi a questa parte le discussioni siano sempre le stesse, solitamente riassumibili in “tecnica vs cuore“. C’è chi ritiene che fisico e tecnica siano indispensabili per fare i ballerini (Alessandra Celentano fiancheggiata dal suo maestro Gheorghe Iancu), chi pensa invece che con il “cuore e l’energia” si possano colmare le lacune fisiche e tecniche (Garrison, Steve e Maura); c’è chi ritiene che esista un solo tipo di danza, quella classica, chi invece pensa che sia solo uno dei tanti stili, peraltro non necessariamente basilare per fare una degna carriera nel ballo. C’è chi pensa che i ragazzi di Amici non abbiano un futuro professionale al di fuori della combriccola De Filippi-Costanzo, chi invece rivendica il diritto di sognare.

    Una contrapposizione che qui abbiamo riassunto solo facendo riferimento alla danza, ma che si ripete identica a se stessa anche nel canto, con Grazia Di Michele convinta che alla base di un’artista ci debba essere tecnica, impegno, serietà ed interpretazione e Luca Jurman che continua a vedere nelle doti naturali (tipo il timbro sabbiato di Marco Carta) la chiave per il successo. Ma sui docenti di canto torneremo più avanti.

    In sintesi una contrapposizione che ieri sera è stata riassunta da un video che Alessandra Celentano ha realizzato in risposta a quello proposto dalla squadra dei Bianchi la scorsa settimana: al loro “Yes, we can” ha opposto uno “Yes, we will“, realizzato con la collaborazione dei ballerini professionisti e di Carla Fracci. Un modo per dire a tutti di guardare in faccia la realtà e non perdersi nei sogni e nelle illusioni. Una vera blasfemia per una trasmissione che ha partorito un libro e un musical intitolato “A un passo dal sogno“, una posizione che un talent show come Amici non può che stigmatizzare, ma che è indiscutibilmente lucida e realistica. In basso il video della Celentano e i commenti dei colleghi di danza.

    Che poi la posizione della Celentano sia in molti casi ingiusta nei confronti delle sue vittime preferite, Susy e Giulia, brave e convincenti nei propri stili. Basta vedere la prova sostenuta da Giulia nel passo a tre di Maura e quella di Francesco nella stessa coreografia. In basso un video con le due esibizioni, e i relativi giudizi, con la spettacolare, e per fortuna senza danni, caduta di Gianni Sperti nella prova di Francesco.

    Bene, torniamo al punto però: ogni giorno si ripropongono le stesse discussioni (basta rileggersi le blogcronache e gli articoli dedicati ad Amici), con le stesse parole e con le stesse posizioni, che non addiverranno mai ad una conciliazione. Già questo basterebbe per archiviare tali discussioni come sterili ed inutili (peraltro dopo quattro mesi di continue polemiche), ma c’è qualcosa in più, che talvolta viene trascurato. Amici è e resta un talent show che si nutre delle illusioni e delle speranze dei partecipanti, ragazzi che vengono scelti proprio in vitù della loro capacità di legare a sè il giovane pubblico a casa che in loro può riconoscersi e con loro sognare una carriera nel mondo dello spettacolo. Ecco perché si scelgono Giulia o Susy, bellissime ragazze che però non hanno dalla loro un fisico scultoreo e slanciato: è più facile per una ragazzina immedesimarsi in loro piuttosto che nella fuoriclasse Anbeta, che quando stava tra i banchi era poco simpatica per la sua aria da maestrina, per quall’aplomb che anni di disciplina classica le avevano insegnato. Inutile quindi che la Celentano, pur avendo dalla sua tutte le ragioni del mondo, chieda selezioni più severe, non farebbero gioco al programma. E ieri sera - forse perchè anche i docenti, i ragazzi (Susy sul punto è stata chiara) e talvolta la stessa Maria, si mostrano un po’ stanchi di dover ripetere le stesse cantilene – la cosa si è mostrata nella sua limpidezza. “Il talento è quello che il vede il pubblico a casa, quello che schiaccia il bottoncino del telefono per votare”, dice Maria, mostrando il re nudo: Amici è un programma tv, con buona pace di Iancu che applaude la grazia e l’eleganza di Josè e Anbeta e insiste nel dire a Giulia che è limitata e che per lei non ci potrà essere altro che la tv. E’ un programma “sbanca audience”, che fa il 30% di share la domenica sera, punto. Visto che anche loro sembrano stanchi di tutte queste chiacchiere inutili, non sarebbe forse il caso di introdurre qualche argomento nuovo o, ancor meglio, concentrarsi sui ragazzi e sui loro progressi o le loro regressioni?

    Un altro punto a sfavore di questa edizione del programma viene anche dall’indegno spettacolo offerto dai docenti. Ebbene sì, la classe insegnante italiana dovrebbe prendere posizione verso l’atteggiamento assai poco professionale offerto dai loro rappresentanti televisivi. Se si criticano i ragazzi che non offronto un esempio di umiltà e di correttezza nei confronti dell’autorità dei docenti (cosa peraltro verissima) vanno condannati anche coloro che, sebbene in tv, stanno “interpretando” il ruolo di maestri, ruolo che ha, indipendentemente dal contesto, precise regole. Tra queste, la prima è l’obiettività: non se ne può più di vedere Garrison criticare le esibizioni dei Blu, cacciando a volte cavilli inaccettabili, ed esaltare quelle dei Bianchi, così come la Di Michele fa nei confronti di Roberta, che infila in ogni suo intervento, o Luca Jurman che di fronte alle evidenti stonature dei suoi allievi se ne esce sempre dicendo che “anche i migliori possono toppare nei live”. In questa schieramento dei docenti per le due squadre si è perso, però, l’elemento costitutivo del ruolo degli insegnanti, l’obiettività, il giudizio tecnico, la valutazione oggettiva, libera dalle simpatie/antipatie. Chiaro che, venendo meno questo elemento fondamentale, tutto possa essere ridotto alla semplice espressione di un parere, di un’opinione, che ha non ha in sè nessuna valenza educativa. C’è già Platinette a fare l’opionista e s’era scelto di non far parlare il pubblico al serale proprio per evitare le chiacchere da bar dello sport. I professori sono di troppo.

    Insomma, Amici necessita di una correzione di rotta: cambiate argomenti, basta con questa storia di tecnica e/o cuore, basta con la parzialità e fate esibire questi ragazzi. Per loro sarà un sogno o una realtà, ma cinicamente il pubblico non se ne preoccupa, vuole qualcosa da vedere, non dei comizi da sentire.