Amici e XFactor: la tv punta sui talenti

Amici e XFactor: la tv punta sui talenti

Amici e XFactor: la tv punta sui talenti

    Amici vs XFactor

    Si grida alla morte dei reality, ma la categoria dei talent è più rigogliosa che mai: Amici ha registrato finora punte del 30% di share (e vi ricordiamo stasera la nostra blogcronaca, per la prima volta di mercoledì), mentre XFactor, che scalda i motori su RaiDue in vista dell’esordio di lunedì 10 marzo, si prepara a lanciare una nuova stella del mercato discografico.

    Musica e talento sembrano le parole d’ordine della televisione generalista, che insegue un’audience desiderosa di sognare con i concorrenti un futuro di successo. Ma i talenti ci sono davvero?

    Questa è una delle domande che riecheggia da tempo nello studio di Maria De Filippi: la settima edizione del suo Amici è accusata di essere la più debole, in termini di allievi talentuosi. Lo sostengono i docenti, lo sostengono gli opinionisti e lo hanno sostenuto i giudici chiamati nella prima fase a valutare le sfide interne ed esterne. Le esibizioni sono talvolta imbarazzanti, la preparazione tecnica scarseggia, così come in molti casi i progressi, per quanto la trasmissione si sia, negli anni, sempre meno interessata al percorso formativo degli allievi (e lo abbiamo detto più volte) e si sia rivolta principalmente ai litigi tra i docenti e gli allievi. Risultato, tra i docenti sono partite diffide legali e minacce di querela, per i ragazzi si fatica a vedere un vero sbocco professionale al di fuori del recinto dorato delle produzioni Fascino (De Filippi-Costanzo).
    Lo ha sostenuto persino Pippo Baudo nella tanto discussa conferenza stampa del mercoledì nero del Festival di Sanremo, che molti vorrebbero trasformare nell’ennesimo talent-show: “Amici è una grande palestra, ma alla fine non riesce a lanciare mai nessuno“, ha detto il Baudo nazionale, inimicandosi così la De Filppi, alla quale ha poi porto le sue scuse. Ma tanto torto non gli si può dare. Ha finito per proporre di più il Grande Fratello (con Pietro Taricone, Flavio Montrucchio e Luca Argentero) che Amici, almeno sul piano della carriera “solista”. Diversi allievi di Amici, soprattutto nel ballo, hanno trovato collocazione in compagnie di danza di tutto rispetto, tra le quali quella di Daniel Erzalow che collabora alla trasmissione. Ma, per fare un esempio, la bellissima e preparatissima Anbeta Toromani, tra le più talentuose che abbiano mai passato le forche caudine di Amici, ha dovuto far buon viso a cattivo gioco, vedendosi rifiutare l’ingresso nel corpo di ballo della Scala anche a causa di pregiudizi (ingiustificabili nel caso di specie) verso coloro che fanno tv. In basso una sua esibizione al cospetto di Carla Fracci nella seconda edizione di Amici.

    Qui forse si gioca il primo discrimine, ovvero tra il talento artistico e il personaggio televisivo. Senza tante remore, gli autori di Amici hanno spesso dichiarato di aver prediletto ragazzi di minor qualità ma di maggior presa sul pubblico, per alimentare quello che è e resta, per impostazione, principalmente un programma televisivo rivolto ad un pubblico giovanissimo e fatto da giovani (l’età media si aggira sui vent’anni). Ragazzi che forse confondono il professionismo con il successo. Alla domanda rivolta da Luca Jurman alla classe di canto 2007/2008 “Volete fare i cantanti o le pop star“, tutti hanno indicato la prima opzione come preferita, ma per molti l’unica via perseguibile (come quella di molti loro predecessori) sarà la seconda, mancando a molti le basi per poter costruire una carriera da cantanti.

    Veri talenti come Giorgia, come Laura Pausini, come la stessa Anna Tatangelo (solo per citarne alcuni) sono stati portati al successo sì da Sanremo, ma soprattutto dalla loro voce. I PiQuadro, pur vendendo da Amici, sono dovuti passare anch’essi per Sanremo, salvo poi essere altrettanto rapidamente scomparsi (almeno al momento). Finora fenomeni del calibro dei nomi fatti sopra non sono ancora emersi dai talent italiani (Amici in testa, ma anche Popstar, Operazione Trionfo, etc), e il dubbio che i più virtuosi siano stati scartati ai casting perchè poco attraenti dal punto di vista televisivo si fa avanti prepotentemente.

    Amici è più vicino alle serie tv di genere, come Saranno famosi (cui agli esordì rubò il titolo), Paso Adelante, versione spagnola di grande successo europeo del capostipite Fame, appunto, e l’italiano, di non pari fortuna, Grandi Domani, prodotto, guarda caso, dalla Fascino di Maurizio Costanzo e andato in onda qualche anno fa per una sola stagione. Una narrazione fictional che guarda poco al panorama artistico italiano e più alle storylines dei personaggi principali, alle loro emozioni, alle loro vicissitudini personali, più che alla loro carriera, confinata nell’idea del sogno da realizzare.
    Sogno contro realtà, “Yes we can” contro lo “Yes we will“, per riprenderei due slogan che riassumono l’edizione 2007 del programma.

    Tra la ricerca dei talenti e la “coltivazione” di un sogno c’è, però, una bella differenza.

    Sembra essere orientato più alla realtà (almeno nell’impostazione del format, ancora dobbiamo vedere la sua “applicazione” italiana), invece, XFactor, dove sembra essere più chiara la differenza tra le “esigenze del programma televisivo” e la missione di scoprire un nuovo talento musicale, che possa ripercorrere le orme di Leona Lewis, pur non potendo contare su un mercato vasto come quello di lingua inglese. Lo dimostrano, in qualche modo, le clip delle strisce quotidiane in onda su RaiDue (19.50) e su Sky Vivo (18.00), in particolare quella che vi riproponiamo in basso, in cui Mara Maionchi e Morgan, la parte musicale della commissione, si confrontano con Simona Ventura, la parte televisiva ed evidentemente non a caso in minoranza, sul giudizio da dare ad un’apirante concorrente, Martina, presentatasi come cabarettista.

    Il panorama di chi si presenta nel tentativo di sconvolgere e colpire, di diventare un personaggio tv prima che un cantante di fama nazionale è sempre molto vasto, e gli stessi provini di XFactor lo dimostrano. Resta il problema di fondo: qual è la missione di un talent show? Scoprire coloro che non hanno visibilità, dando una reale chance di successo (con un contratto discografico, quindi un’azienda che investe denaro) o coltivare il sogno, in moti casi adolescenziale, di chi spera di diventare famoso? A voi l’ardua sentenza…

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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