Amici 11, la mortificazione del talent

Amici 11, la mortificazione del talent

Il lento e inesolabile declino di Amici 11

    Mara Maionchi_Amici 11

    Siamo sconcertati dalla prima sfida a squadre di Amici 11, oggetto dello speciale del sabato appena conclusosi. La deriva di Amici sembra senza freni: la mortale ripetitività delle situazioni, dei commenti, delle reazioni e l’ormai definita scomparsa dell’aura scolastica – seppellita dalla competitività dei docenti portata all’estremo con il meccanismo delle sfide inaugurato quest’anno – rendono Amici una pallida ombra di quel che fu. Ormai tutto ruota intorno ai prof, portando alla mortificazione dei talenti e del talent stesso: non si può lasciare tutto in mano all’umoralità dei docenti e alla loro voglia di vincere, a scapito dei ragazzi.

    L’avevamo detto già a inizio stagione: mai come ad Amici 11 i professori sono i veri protagonisti. Difficile avere una sensazione diversa di fronte alle audizioni in stile Italia’s Got Talent. Il colpo di grazia è stato dato dal ‘criminale’ meccanismo delle sfide a squadre, inaugurato questa settimana (qui la blogcronaca dello speciale del sabato di oggi, 12/11/2011), che hanno cancellato da Amici anche l’ultimo briciolo di ‘onestà’.

    Dimenticate definitivamente la crescita dei ragazzi, la loro preparazione, la voglia di cimentarsi in prove e in discipline diverse, la gioiosa incoscienza del mettersi alla prova per raccogliere i frutti del proprio lavoro; di questo ormai non c’è più traccia. Si arriva, invece, a mortificare i ragazzi per interesse personale.

    Tutto iniziò qualche edizione fa con la smaccata predilezione di alcuni docenti per alcuni allievi: i commenti non obiettivi con cui si lodavano esibizioni poco convincenti dei propri preferiti (e onestamente sappiamo chi ringraziare per questo) hanno dato il la ai battibecchi tra docenti e con gli allievi (pessimo esempio di condotta per i giovani telespettatori, educati così a liquidare i giudizi dei prof come ‘opinioni personali’, depauperate di ogni valore formativo). Da qui lo schieramento ufficiale dei professori, chiamati al serale a seguire esclusivamente i propri pupilli, da qui lotte intestine per far brillare i propri allievi, con la messa a punto di prove cucite su misura. Il passo è stato breve anche perché era ormai necessario limitare le polemiche scatenate dalla scarsa oggettività del corpo docente, progressivamente ‘squalificato’ da giudice a ‘capitano’.

    Quest’anno si è arrivati al limite (o forse no, visto che non c’è limite al peggio): i sei docenti sono stati immediatamente schierati alla guida di tre squadre in cui sono stati divisi i 21 allievi titolari, diventati subito ‘carne da macello’ per l’ego dei docenti, tutti impegnati non tanto a far crescere i ragazzi quanto a dimostrare ai ‘colleghi’ di essere più bravi a fiutare talenti, più intelligenti nella strategia di gioco, più furbi a evidenziare le qualità di chi, in realtà, dovrebbe lavorare sui propri difetti.

    Ogni settimana, così, si assiste a un mini-serale, con annesse liti tra professori, pronti a scannarsi sui commenti non oggettivi scambiati come caramelle sulle spalle dei ragazzi. Un copione già letto, che dopo sei puntate di casting ha già le sue storylines chiave, tra la Di Michele che combatte voci ‘false’ e tecnica zoppicante e Garrison nel nuovo ruolo di ‘difensore’ dei ‘nani’. Due filoni di polemiche che hanno già stancato, tanto da far chiedere alla Maionchi Ma quante puntate sono?.

    Uno sfogo che dice tutto: siamo di fatto solo alla prima puntata, l’ultima dovrebbe celebrarsi a maggio, ma le discussioni sono sempre le stesse e la noia si taglia col coltello.

    La ciliegina, poi, è la possibilità per i docenti di interrompere l’esibizione dei ragazzi. Vero e proprio terrorismo, che mortifica quell”arte’ di cui Amici si fece scuola 11 anni fa. Non si interrompe un’emozione, recitava un vecchio slogan, tanto più se serve solo a corroborare i propri pregiudizi, a perseguire la propria strategia di gioco indirizzata alla vittoria personale.

    Ne dimostra gli effetti il pessimo comportamento di Garrison, che arriva a interrompere Yunieska per ben due volte (violando persino il regolamento), la prima a pochi secondi dall’inizio dell’esibizione. Ho messo fine a un’agonia, dice Garrison che non a caso ha perso (con Zerbi) la prima sfida a squadre. Anche la vittoria della squadra Blu di Maionchi e Cannito non è casuale: Mara, new entry, è fuori – al momento – dai giochetti infantili dei ‘veterani’, Cannito finora ha sempre anteposto un personale, ma qualificato, giudizio alle pure preferenze personali. Persino la Celentano, finora ‘bestia nera’ per i suoi giudizi tranchant, viene messa in ombra dall’istericità di Garrison.

    La Maionchi è già esausta e a dire il vero anche noi: a nostro avviso Mara si è già pentita di essere entrata nella ‘scuola’ di Maria De Filippi. Può consolarsi vedendo X Factor in tv, mangiandosi forse le mani per aver lasciato quello che al momento sembra davvero essere l’unico talent show della tv italiana.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Amici 2016Talent Show

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