American Horror Story 4, Jessica Lange: “Farò un’altra stagione e poi addio” [FOTO]

American Horror Story 4, Jessica Lange: “Farò un’altra stagione e poi addio” [FOTO]

Jessica Lange annuncia il suo (potenziale) addio da American Horror Story, dopo l'eventuale quarta stagione: ‘Farò un’altra stagione e poi me ne andrò’, dice l'attrice

    American Horror Story 3 Jessica Lange

    Tutti gli anni dice di volersene andare, poi torna sempre – almeno per queste prime tre stagioni – ma ora che lo ha detto pubblicamente, lascerà o no? Protagonista del dilemma semi-shakespeariano è Jessica Lange, che poche ore fa ha pubblicamente annunciato di voler lasciare American Horror Story dopo la quarta stagione.

    American Horror Story non è ancora stata confermata per una quarta stagione, visti gli ascolti questa ci sembra scontata, ma se lo show continuerà anche oltre, Ryan Murphy avrà una bella gatta da pelare: intervistata da BuzzFeed, infatti, Jessica Lange rivela di voler lasciare la serie antologica FX (per cui ha vinto un Emmy e un Golden Globes) alla fine del prossimo ciclo di episodi.

    ‘Farò un’altra stagione e poi me ne andrò’.

    Va detto che queste parole sono accompagnate da un sorriso/ghigno, e che scorrendo l’intervista si scopre come in realtà l’attrice sia stata già coinvolta nel concept del prossimo ciclo di episodi, del quale dice semplicemente:

    ‘Sono entusiasta’.

    A darci manforte arriva anche Ryan Murphy, che proprio un paio di settimane fa confessava all’Hollywood Reporter:

    ‘Ogni anno Jessica dice che sarà la sua ultima stagione. Ma è già stata scritturata per la quarta stagione, e personalmente credo American Horror Story possa andare avanti per 10, 12, 15 anni. Ogni anno trova nuova energia , e vorrei che Jessica Lange ci fosse in ogni stagione’.

    Logico insomma sperare che la Lange possa cambiare idea, anche considerato che, se è vero che la quarta stagione di American Horror Story viene già definita come “la fine di un’era” per l’attrice, nella stessa intervista è proprio la nostra a spiegare di non essere tormentata dal dover interpretare ruoli sempre dark.

    ‘Mi sono subito liberata subito del personaggio di Sorella Jude, dopo Asylum: mi sono detta, ok, è finita, è Natale, me ne vado a casa.

    Confesso che in passato ruoli come Frances Farmer (protagonista di Frances, film del 1982) e come Blanche Dubois (protagonista della miniserie Un tram che si chiama desiderio, del 1996) mi sono rimasti appiccicati addosso più a lungo, ma liberarsi di un personaggio è diventato più facile col passare del tempo.’

    Scorrendo l’intervista, inoltre, si scopre che la Lange vorrebbe American Horror Story: Coven fosse molto più drammatico, e che così sarà: se nei primi due episodi abbiamo visto il suo personaggio fare riferimenti pop (persino ad Harry Potter), ben presto la comicità sparirà (il post continua dopo la gallery):

    ‘Credo Ryan l’anno scorso sia rimasto sorpreso da quando presto Asylum sia diventato tetro, e che in questa stagione gli autori abbiano tentato di aggiungere più humor: io non sono contraria a questa scelta, ma sono più un’attrice drammatica e [il tono dello show] cambierà molto velocemente, diventerà più dark e la recitazione sarà molto più interessante che nei primi episodi’.

    American Horror Story: Coven, lo ricordiamo, è ambientato a New Orleans, e la Lange interpreta il ruolo della strega suprema Fiona; l’attrice, oltre che con la sua compagna storica di AHS Sarah Paulson (che interpreta Cordelia, sua figlia nonché direttrice di un istituto per giovani streghe), si trova ad interagire con Angela Bassett e Kathy Bates, che danno il volto rispettivamente Marie Laveau, una strega creola voodo, e Delphine LaLaurie, appartenente all’alta società della New Orleans del passato che di nascosto dei suoi pari del tempo torturava ed uccideva i suoi schiavi.

    A proposito del suo personaggio, Lange dice:

    ‘Credo la sua forza sia che quella sorta di vita sprecata, è andata avanti come un bulldozer, in maniera egoisticamente fashion: ma ora le cose stanno rapidamente crollando, deve confrontarsi con la sua mortalità e con il fatto che è da sola e che forse ha trascurato cose, come sua figlia, che potevano dare un significato alla sua vita. C’è un aspetto wildiano, da Ritratto di Dorian Gray, che mi affascina, e cioè: cosa saresti disposto a vendere per l’eterna giovinezza e bellezza, quanto della tua anima saresti disposto a dare via.’

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