American Horror Story 2, Ryan Murphy: ‘Sarà la stagione dell’(in)sanità mentale’

American Horror Story 2, Ryan Murphy: ‘Sarà la stagione dell’(in)sanità mentale’

Ryan Murphy parla della seconda stagione di American Horror Story: ‘Sarà la stagione dell’(in)sanità mentale’

    ryan murphy ahs 2

    In una lunghissima intervista a Vulture, Ryan Murphy parla della seconda stagione di American Horror Story, di cui sono emersi diversi dettagli già nei giorni scorsi: ricordiamo che lo show sarà ambientato in un’epoca diversa da quella della prima stagione, in un istituto criminale, e che oltre al ritorno di Jessica Lange, Zachary Quinto, Evan Peters, Sarah Paulson e Lily Rabe dalla prima stagione, è confermato l’arrivo nel cast di Adam Levine di Maroon 5 e di Chloe Sevigny in un ruolo scritto apposta per lei.

    Dopo aver parlato di matrimonio e tradimenti, nella seconda stagione di American Horror Story si parlerà di (in)sanità mentale, il prossimo ciclo di episodi sarà infatti ambientato in un ricovero per pazzi criminali gestito dal personaggio di Jessica Lange, location che Ryan Murphy trova particolarmente divertente visto che ci si può sbizzarrire con le ‘mattane’ dei vari personaggi. ‘La seconda stagione parlerà di sanità mentale, cosa rende una persona sana o malata? Spesso le persone che pensate siano pazze sono quelle più sane di tutti, mi diverte scrivere di persone che la società non considera’, ha spiegato l’autore.

    Murphy ha anticipato che American Horror Story 2 sarà ambientata negli anni ’60, e vedremo un personaggio, quello di Chloë Sevigny, rinchiuso in manicomio per colpa del marito, che l’ha cacciata di casa perché le piaceva fare sesso, mentre un altro personaggio sarà rinchiuso lì perché omosessuale. ‘E’ interessante che all’epoca si potessero fare queste cose – ha detto – mi spaventa oltre ogni dire il fatto che c’è qualcuno che ti dica che ti porterà via e rinchiuderà in manicomio, dove non avrai alcun diritto e dove dovrai stare fino alla fine dei tuoi giorni, è questo il vero horror’.

    Per quanto riguarda la sua affermazione che la seconda stagione di AHS sarà un ‘Jessica Lange Show’, l’autore afferma che riportare l’attrice sul set non è conseguenza delle critiche positive della prima stagione, e che come nella prima stagione sapeva che la seconda sarebbe stata ambientata in un manicomio, sa già da adesso quale sarà la location della potenziale terza stagione: ‘Ci sono molti tipi di case infestate, e un sacco di argomenti di rilevanza sociale che possono essere trattati attraverso questa sorta di prisma’, ha aggiunto Murphy, dettosi non preoccupato della potenziale difficoltà per i fan di seguire vecchi personaggi in nuovi ruoli.

    Penso non ci saranno problemi, credo farà piacere ai telespettatori vedere Evan Peters, cattivo della scorsa stagione, trasformarsi nell’eroe dello show: gli attori non interpreteranno parti simili a quelle dell’anno scorso, saranno differenti, nell’aspetto e nel linguaggio, avranno accenti diversi e sarà un periodo storico differente.

    Gli attori sono eccitati, e speriamo che il loro entusiasmo sia intuibile, per quanto mi riguarda pagherei per vedere Jessica Lange che legge l’elenco del telefono’.

    Chiudiamo con una curiosità, quando Murphy vuole qualcosa la ottiene ad ogni costo, dopo aver scritto una lettera d’amore a Madonna per ottenere i diritti per Glee e aver letteralmente corteggiato Jessica Lange, l’autore ha spiegato che per raggiungere la Sevigny per farle avere il ruolo scritto appositamente per lei, ha fatto di tutto per avere il suo numero e le ha chiesto di incontrarla. ‘Le ho detto, ti amo per questi motivi, che poi sono i motivi per cui vorrei interpretassi questo personaggio e non accetto un no come risposta’, ha rivelato Murphy, aggiungendo che questo è il modo in cui lavora lui.

    Chiamo la gente e gli dico che ho sempre amato i loro lavori, devi assolutamente interpretare questa parte: mi piace mostrare gli attori sotto un’altra luce, Chloe – ha concluso Murphy – interpreterà una parte molto malata ma anche molto importante, un ruolo che non ha mai interpretato prima e penso che le sia piaciuto il fatto che qualcuno abbia visto queste sue potenzialità e che le abbia tirate fuori’.

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