Amanda Lear su Si può Fare: ‘Non mi pagano bene e per me è troppo faticoso’

Amanda Lear su Si può Fare: ‘Non mi pagano bene e per me è troppo faticoso’
da in Carlo Conti, Programmi TV, Rai 1
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    Amanda Lear
    parla di Si può fare ma non lo fa con toni esattamente entusiastici. Si è lamentata infatti di non essere pagata abbastanza e di altri disagi legati al programma di Carlo Conti, in onda il lunedì in prima serata su Rai 1. L’ex musa di Salvador Dalì ha espresso queste critiche nel corso di una intervista rilasciata al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni. Nonostante il particolare economico, ha però rinnovato la sua stima per il presentatore e ha lasciato intuire che non si è certo pentita di aver fatto la scelta di partecipare in qualità di giudice a Si può Fare.

    Amanda Lear è da qualche tempo ai margini del panorama televisivo italiano. L’ultima sua esperienza da conduttrice risale al 2011, quando ha presentato Delitti Rock su Rai 2. Per il resto, solo qualche comparsata in veste di opinionista – o qualche intervista. La partecipazione a Si può fare, quindi, rappresentava una opportunità per Amanda Lear, e non se l’è lasciata sfuggire. Non ha intenzione di farlo nemmeno adesso, nonostante alcune lamentele. In primo luogo, di ragioni economiche: non viene pagata sufficientemente. In secondo luogo, per una questione di… Logistica. La donna di spettacolo vive infatti a Parigi, ed è costretta a fare spesso la spola tra la capitale francese e Roma. Troppo scomodo, almeno per i suoi gusti.

    E infatti ha dichiarato: ‘Faccio tutte le settimane avanti e indietro da Parigi e per me è faticoso, in più non è un lavoro pagato bene’.

    Amanda Lear ha affermato di aver accettato per due ragioni: la stima che nutre per Carlo Conti (‘ci teneva, me l’ha chiesto con affetto‘) e il pubblico, che nonostante qualche anno di stand-by l’ha sempre ricordata con affetto.

    L’intervista ha fatto luce anche su alcuni aspetti della sua vita privata, che comunque ha sempre presentato caratteri di straordinarietà rispetto alla norma. Ha raccontato, infatti, del suo rapporto con Andy Warhol, di cui è stata la compagna. ‘In realtà lo trovavo buffo, con ’sti capelli rossi e truccato più di me. Il fatto è che non si struccava mai e la notte mi sporcava tutti i cuscini. Però era affascinante’. Celebri anche gli incontri con Salvador D’Alì e Luis Domenghin (il padre di Miguel Bosè). Ha rivelato di aver passato una vacanza con entrambi, a casa del pittore, e con un giovanissimo – diciassettenne – Miguel Bosè.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Carlo ContiProgrammi TVRai 1 Ultimo aggiornamento: Giovedì 23/04/2015 17:44
     
     
     
     
     
     
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