Amadeus a Televisionando: ”Music Quiz una festa tra amici. La TV? Deve intrattenere” [INTERVISTA]

Il conduttore torna alla prima serata di Rai 1 dopo i successi ottenuti su Rai 2 con Stasera tutto è possibile

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    Amadeus torna in prima serata su Rai 1 a partire da venerdì 16 dicembre 2016 con Music Quiz, il nuovo quiz show prodotto in collaborazione con Endemol Shine Italia, che andrà in onda dalle 21.25. Format francese, già in onda in Australia e in Germania, Music Quiz è un gioco, un varietà che vedrà scontrarsi, puntata dopo puntata, due squadre composte da VIP, il cui compito sarà indovinare gli interpreti delle canzoni protagoniste della serata. Televisionando ha intervistato Amadeus, che torna su Rai 1 dopo i successi ottenuti su Rai 2 con Stasera è tutto possibile.

    Venerdì 16 dicembre debutta Music Quiz. Cosa vedremo?

    Una festa. Non è un quiz per grandi cultori o esperti della storia della musica. La caratteristica è che non si devono mai indovinare i titoli delle canzoni, ma solo esclusivamente gli interpreti, quindi i cantanti di varie epoche, a partire dagli anni ’60. E’ una festa perché nell’arco della serata si ascoltano tantissime canzoni, che faranno giocare anche le famiglie da casa. Il programma, infatti, rimane in target con il venerdì sera di Rai Uno in cui la musica è un gioco (Music Quiz prende il posto di Tale e Quale Show, la cui sesta edizione si è conclusa lo scorso 9 dicembre, ndr).

    In ogni puntata ci saranno due squadre composte da otto personaggi famosi. Avete fatto un casting per selezionarli o le doti canore non sono richieste?

    No, non serve saper cantare. Serve semplicemente ascoltare la radio e seguire la musica, le voci più famose.

    Possiamo anticipare qualche nome?

    Si tratta di volti popolari come attrici, cantanti, personaggi televisivi conosciuti al pubblico. Nella prima puntata ci saranno Anna Safroncik, Claudia Pandolfi, Vladimir Luxuria, Max Tortora, Fabio Troiano, Deborah Iurato, Gabriele Cirilli e Flavio Parenti.

    Ci saranno anche degli ospiti?

    Ci sarà un cantante a puntata, che dovrà interpretare canzoni che non appartengono al suo repertorio, ma a quello di altri, e ovviamente i concorrenti dovranno capire qual è l’interprete originale di queste canzoni. Lo chiameremo ‘L’ospite desiderato’ e quello della prima puntata sarà Al Bano. Poi ci sarà anche chi si cimenterà in altri giochi e canterà canzoni ascoltandole in cuffia: noi dovremo capire sempre l’interprete, mai il titolo della canzone, poiché il format prevede che ognuno si debba ricordare chi la canta. Sempre nella prima puntata avremo anche Luca Ward.

    music quiz ballerine e amadeus

    A Tale e Quale Show ha sorpreso e divertito il pubblico con l’imitazione di Sandy Marton. Tornerà?

    Tale e Quale è stata una parentesi divertentissima, l’ho fatto veramente per gioco perché non faccio il cantante, non sono un imitatore. Ci vuole una bella ironia quando fai queste cose, esattamente come sarà per chi verrà a Music Quiz: si diventa un gruppo di amici. La televisione, per come la intendo io, è alleggerimento, intrattenimento, varietà. E’ quello che cerco di proporre e portare nelle case della gente: semplice intrattenimento per le famiglie.

    Tale e Quale Show è stato anche un ottimo gancio per rivedere Amadeus sotto altre sfaccettature.

    Sì, mi ha permesso di non avere nessun tipo di responsabilità né di conduzione o di altro. Mi ha permesso di fare altre cose come quando facevo anni fa in radio o con gli amici, quando imitavo un amico o un professore. Tale e Quale ti permette di avere questo atteggiamento leggero perché il programma è così ed è valso per me, ma anche per altri. Andare al trucco, aprire gli occhi dopo quattro ore e scoprire di avere un’altra faccia è molto divertente.

    Stasera tutto è possibile, invece, è nato come un esperimento ed è cresciuto puntata dopo puntata. Tornerà?

    Sono molto soddisfatto di com’è andata perché era una scommessa vera e propria. Anche questo è un format francese e non avevo idea di come potesse essere accolto dal pubblico italiano perché è puro intrattenimento: non c’è una gara, non c’è una classifica, non c’è chi vince e chi perde; è un gruppo di amici che si diverte come accade in un villaggio turistico. Quando mi è stato proposto ero felicissimo perché lo avevo visto anni prima in Francia e lo avevo trovato geniale. La Rai ha creduto in questa cosa ed è diventato un programma che la gente riconosce e aspetta. Tornerà sicuramente la prossima stagione, credo ormai il prossimo autunno.

    Le mancano il daytime e il preserale?

    Mi piace fare cose che mi divertono, nelle quali credo. Che sia una prima serata o un preserale, la collocazione è relativa. Ovviamente la prima serata è assolutamente importante e quello che sto facendo mi piace e mi appaga molto.

    Poche sere fa era in giuria a Sarà Sanremo. Come ha vissuto questa esperienza?

    Non amo molto fare il giurato. Ho accettato volentieri l’invito perché mi incuriosiva, avevo sentito i pezzi dei Giovani e li trovavo molto belli. Ho dato il mio parere assolutamente soggettivo, nel senso che ho pensato liberamente a quello che potesse funzionare nelle radio e nelle TV. Molti sono giovani, quindi anche gli eliminati avranno tutto il tempo e la carriera per poter tornare in auge. Ormai a diciotto o diciannove anni puoi pensare di andare a Sanremo, il livello dei giovani musicalmente si è alzato perché hanno un orecchio internazionale e questa è una cosa positiva.

    A proposito di radio, com’è cambiata e cosa significa condurre un programma radiofonico oggi?

    La radio è cambiata moltissimo. Quando ho iniziato potevo proporre le canzoni, oggi non è possibile e quello che devi fare ascoltare non è deciso da chi conduce. Oggi le radio private sono aziende vere e proprie con una playlist; non sono più studi improvvisati. Spero sempre che in futuro possa tornare quella libertà musicale che c’era vent’anni fa, cioè che chi conduce possa anche liberamente proporre la musica. Quando una volta un dj mi consigliava un pezzo, poi lo andavo a comprare perché ci credevo. Ritengo che ci debba essere un giusto equilibrio tra una playlist e la libertà di chi conduce di proporre la musica che ritiene giusta. Credo che farebbe bene alla radio e anche alla musica in generale.