Alphaville, Robert De Niro e Spike Lee producer per Showtime

Alphaville, Robert De Niro e Spike Lee producer per Showtime

Spike Lee, Robert De Niro, la Showtime, gli anni '80 e Manhattan: vi leccate i baffi? Fareste molto bene visto che questi sono gli ingredienti di una nuova serie tv intitolata Alphaville, sceneggiata da John Ridley ed incentrata sul quartiere di Manhattan chiamato Alphabet City

    Alphaville, Robert De Niro e Spike Lee producer per Showtime

    Spike Lee, Robert De Niro, la Showtime, gli anni ’80 e Manhattan: vi leccate i baffi? Fareste molto bene visto che questi sono gli ingredienti di una nuova serie tv intitolata Alphaville, sceneggiata da John Ridley ed incentrata sul quartiere di Manhattan chiamato Alphabet City.

    Oggi posto molto trendy dell’East Village grazie al lavoro del sindaco Giuliani, l’Alphabet City (così chiamato perché le avenue non hanno numeri ma lettere) negli anni ’80 era un quartiere dove artisti e musicisti vivevano con famiglie afroamericane e portoricane, dove accanto ad una popolazione celebre composta da graffitari, rappers e dj c’erano anche spacciatori di droga e violenti criminali e dove le tensioni culminarono nei tumulti di Tompkins Square Park del 1988, durante i quali la polizia pestò anarchici e attivisti.

    Proprio in questo quartiere De Niro, produttore di Alphaville assieme a Spike Lee, che potrebbe essere anche regista del pilot, ha girato due dei suoi film, Flawless (1999) e Taxi Driver (1976). Insomma, dopo il successo di “United States of Tara” e “Nurse Jackie“, Showtime ci riprova l’anno prossimo con “The Big C”, dark comedy sul cancro con Laura Linney, e con questa Alphaville.

    E’ comunque interessante notare come sempre più grandi nomi del cinema si avvicinino alle serie tv, con ruoli più o meno coinvolgenti: tra gli ultimi casi, Denzel Washington con Billy Stiles, un poliziesco, Ron Howard e la sitcom sulle tasse; attrice cinematografica non è, ma anche la miliardaria e blogger Arianna Huffington sarà produttrice di una sitcom a sfondo politico.

    Foto: www.guardian.co.uk

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