Alida a MasterChef, la sua storia commuove i giudici: ‘La cucina ti ha salvato la vita’

Alida a MasterChef, la sua storia commuove i giudici: ‘La cucina ti ha salvato la vita’

Ha 25 anni e viene da Torino: 'Non mangiavo niente, poi ho iniziato a cucinare'

    ‘Non è solo un concorso’. Lo dice Alida a MasterChef. Per lei, presentare un suo piatto significa raccontare la sua storia. I giudici si commuovono ed è facile credere che anche i telespettatori a casa l’abbiano fatto. Anche se MasterChef ci ha in un certo senso abituati ai cosiddetti ‘casi umani’, la storia di Alida fa però riflettere su come ‘quelli di Sky Uno’ pensino la narrazione di alcuni momenti tv. A parere di chi scrive, sono momenti che vanno sempre discussi perché, quando si decide di raccontare in un certo modo una storia personale, la cucina c’entra, ma fino ad un certo punto: si danno messaggi, si creano aspettative e, a volte, sembra che in televisione manchino le ‘figure filtro’ utili al racconto.

    La storia di Alida a MasterChef, che abbiamo visto ieri sera nella prima puntata della quinta stagione del cooking show, ha da un lato commosso i giudici e i telespettatori; dall’altro però quanto successo rischia di passare inosservato. E’ vero, ormai tutto è lecito all’interno dei format, ma non sempre è così semplice. Alida ha 25 anni, viene da Torino e, durante la prova iniziale per conquistare il primo grembiule (ha avuto 4 sì), è riuscita a stupire tutti con un piatto non semplicissimo, baccalà leggermente affumicato, con spuma di piselli freschi, timo e aglio.

    Il talento in cucina è emerso da subito: ‘Non ho mai studiato, ma cucino da 5 anni per 4-5 ore al giorno’, dice lei, con Bastianich che si stupisce per via della quantità di tempo che Alida sostiene di trascorrere ai fornelli. E’ Cracco, però, a sollevare i primi dubbi: ’5 anni fa ti è scattata questa molla…vedo tanta sofferenza’.

    A questo punto, Alida scoppia a piangere, dicendo di apprezzare il suo fidanzato che la incoraggia da sempre, anche perché si dice molto insicura, mentre la telecamera inquadra le mani nervose dell’aspirante cuoca, oltre che le lacrime salate che scendono sul suo viso. Così Cracco ci riprova: ‘Il piatto è buono, ma c’è questa parte di sofferenza che non mi quadra’. Tocca a Bastianich che, da gentiluomo, fornisce ad Alida la sua pochette altolocata per asciugarsi le lacrime: ‘Il piatto è molto buono, quello che però non riesco a capire è il tuo rapporto col cibo’.

    Bastianich e Alida

    Alida, quindi, racconta finalmente la sua storia, fino a quel momento rimasta segreta: ‘Io, fino a 5 anni fa non cucinavo niente. Avevo un brutto rapporto col cibo e non traevo godimento dal magiare.

    Non mangiavo e ho iniziato a cucinare’.

    Bastianich proprio non resiste e si lancia in una sorta di diagnosi pop rivolta anche ai telespettatori: ‘Praticamente hai risolto il tuo problema col cibo cucinando. La cucina in qualche maniera ti ha salvato la vita’. ‘E’ una cosa che non mi appartiene più. E’ successo tanto tempo fa. Non sono più io. Sono un’altra persona’. Replica lei, ancora in lacrime.

    Quando si dice che questa non è tv anni ‘90 forse vuol dire anche che non ci sono più ‘figure filtro’ nel racconto televisivo. Da giudici di un programma tv è un attimo e si diventa salvatori, giurati di vita o dispensatori di consigli.

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