Alessandro Preziosi: “Non sarò per sempre il bello di Elisa di Rivombrosa”

Alessandro Preziosi alla ricerca della verità, tra Elisa di Rivombrosa e Amleto

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    Alessandro Preziosi in una posa simpatica al GFF 2010

    Alessandro Preziosi è stato il primo ospite a calcare il Red Carpet del Giffoni Film Festival 2010: inevitabile l’entusiasmo delle giovani giurate che lo applaudono mentre incede sul tappeto rosso con indosso la maglietta firmata Adricesta Onlus, associazione della quale è testimonial da anni. “Non posso far finta di non essere il bello di Elisa di Rivombrosa, ma gli anni passano anche per me e prima o poi anche io non sarò più ricordato come il Conte Ristori. Ma io non mi posso pentire di essere bello”: viva la faccia! Alessandro Preziosi non rinnega il Conte Ristori di Elisa di Rivombrosa che insieme al ruolo di poliziotto maledetto in Vivere gli ha regalato ormai quasi 10 anni fa la notorietà tv. E tra teatro, cinema e tv, Preziosi si conferma uno degli attori più versatili (e simpatici) del panorama italiano.

    Come tradizione del Giffoni Film Festival, le conferenze stampa si rilevano delle informali chiacchierate, in cui viene fuori un po’ di tutto: e considerata la polidietricità di Alessandro Preziosi la cosa non era neanche tanto difficile. Si parte con la sua ormai ragguardevole carriera teatrale, arrivata all’apice con le oltre 200 repliche di Amleto, spettacolo che come Datemi Tre Caravelle o La Dodicesima Notte si è autoprodotto: “E’ necessario diventare produttori di se stessi per di più in un contesto in cui sono sempre più massicci i tagli alla cultura: non lo faccio con orgoglio, ma con dispiacere, perché io rischio in prima persona, non solo come attore. Prodursi non è una tappa necessaria, sarebbe preferibile che ciascuno facesse il lavoro che sa fare. Ma alla fine producendomi sono riuscito a coronare dei sogni, come quello di portare in scena Datemi Tre Caravelle. Come ho fatto? Ho investito i soldi che mi diede Mediaset per un contratto d’esclusiva“.

    La tv, quindi, resta sempre un buon investimento e non solo per le finanze ‘personali’, magari da mettere a frutto con una propria società di produzione. Grazie al successo delle prime due stagioni di Elisa di Rivombrosa (la prima è dell’ormai ‘lontano’ 2003), Preziosi ha potuto contare su una popolarità che ha finito per portare a teatro fasce di pubblico ‘insospettabili’: la tv come volano per il teatro, in questo caso, un po’ come fu ai tempi della paleotv per la letteratura, trainata dagli sceneggiati. A chi gli chiede se sia riuscito a togliersi di dosso il ‘marchio’ di Elisa per portare avanti la sua carriera teatrale Preziosi risponde in maniera non banale: “Magari il problema fosse Elisa! Credo che sia più complicarto far passare i valori di Shakespeare, farne capire la potenza, ancor più deflagrante in un contesto che non riesce a migliorare“. Ma il gran successo di Amleto testimonia quanto sia grande la voglia del pubblico di conoscere il mondo anche attraverso lo sguardo dei classici: un percorso che ha fatto lo stesso attore, trasferendo nel personaggio l’amarezza, il peso, la difficoltà di un quotidiano che fa rabbia, che sembra non ammettere speranza.

    “Anche l’atto di vandalismo verso le statue di Falcone e Borsellino – dice Preziosi agganciandosi alla realtà – sono un modo per farci credere che l’impossibile resta tale. Eppure noi del Sud, e il Paese in generale, ha bisogno di sperare anche nell’impossibile: e Falcone e Borsellino hanno davvero lottato per l’impossibile...”.

    Tornando alla sua popolarità fictional, si può dire che i tempi di Elisa sono alle spalle: il successo di Sant’Agostino – anche personale con il premio ricevuto dai lettori di Tv Sorrisi e Canzonial RomaFictionFest – parla di una penetrazione del pubblico diversa da quella conquistata ai tempi del melò in costume di Canale 5. E usa proprio le parole di Sant’Agostino per fotografare la situazione politico-culturale dei nostri giorni: “Perché Berlusconi quando è salito al potere non ha detto ‘Sì, è vero ho rubato, ma ora lasciatemi lavorare…’, invece di nascondersi come un bambino? Mi domando, come Sant’Agostino, come sia possibile che la parola perso così tanto valore rispetto alla verità…Ma per questo si va al cinema“.

    E al cinema Preziosi sbarcherà il prossimo 29 ottobre come preotagonista di Maschi contro Femmine, dove interpreta il ruolo di un misogeno che si incontra e si scontra con una misantropa, interpretata da Paola Cortellesi. Si tratta di una commedia diretta da Fausto Brizzi che viene vissuta da Preziosi come una boccata d’aria per la sua carriera: “Mi hanno paragonato a Hugh Grant, e la cosa non mi dispiace. Dopo 200 repliche di Amleto c’è bisogno di un po’ di leggerezza”.