Alessandro Cattelan: ‘X Factor 8 non ha paura di cambiare, i giudici sono in gamba’

Alessandro Cattelan: ‘X Factor 8 non ha paura di cambiare, i giudici sono in gamba’

X Factor 8, intervista ad Alessandro Cattelan, conduttore per il quarto anno consecutivo

    Alessandro Cattelan: 'X Factor è facile da fare, ti trascina'

    Alessandro Cattelan torna alla conduzione di X Factor, il talent show di Sky Uno, giunto all’ottava edizione, in partenza giovedì 18 settembre 2014 con due new entries, Victoria Cabello e Fedez, e tante novità: “I giudici sono in gamba: la giuria di quest’anno è brava e forte. X Factor non ha paura di cambiare, di rischiare, ed è uno dei motivi per cui sono contento di rifarlo ogni anno. E’ un programma facile da fare, talmente coinvolgente che ti trascina. X Factor ha fatto quello che i discografici facevano un tempo: li abbiamo scovati ovunque per l’Italia, persino alle sagre. La parte più bella è la finale, pensando al viaggio che si è fatto insieme fino a lì”, ha dichiarato durante la conferenza stampa. In apertura e dopo il salto l’intervista integrale di Televisionando ad Alessandro Cattelan.

    Alessandro, questo è il tuo quarto anno consecutivo al timone di X Factor. Quali sono le novità dell’ottava edizione?

    Le novità sono i due giudici arrivati quest’anno, questa è la novità più evidente. Poi ci sono tutte altre novità che fanno parte della struttura, del percorso che chi partecipa a questa gara deve affrontare per arrivare alla fine e le scoprirete guardando le puntate.

    A proposito di giudici, qual è il rapporto tra di loro?

    Il rapporto tra i giudici è, come ogni anno, di competizione: si alternano fasi di collaborazione, di grande amore, di scelte prese insieme a momenti di frizione e di scontro; quello che poi è la caratteristica che ho visto io in questi anni al tavolo della giuria: ci si stuzzica, ma c’è sempre grande rispetto, com’è normale che sia, perché è tutta gente che merita il rispetto dei propri colleghi.


    Qual è, invece, il tuo rapporto con la giuria?


    Il mio rapporto con loro è ottimo, come al solito. Sono persone che conosco da tanto tempo, le conosco da prima di iniziare a fare X Factor. Fedez è quello che conosco da meno tempo, ma ci siamo veramente trovati: saremmo potuti essere compagni di banco al liceo sicuramente.

    Sei il trait d’union tra i giudici e i ragazzi: come hai trovato questi aspiranti ‘X Factor’?

    Bene, bene, in maniera sorprendente perché X factor è ormai arrivato all’ottava edizione, ci sono tanti talent in Italia con grandi cantanti, quindi quello che ti vien da pensare ogni tanto è il sospetto che i cantanti finiscano prima o poi, invece, ogni anno ti presenti ai casting e vedi che ci sono tanti ragazzi non soltanto bravi, ma nuovi rispetto a quelli che hai conosciuto rispetto agli anni precedenti, proprio nuovi come stile, come atteggiamento, come cultura, come formazione e questo è molto stimolante.

    Cosa ha in più rispetto agli altri talent show?

    Per fortuna il fatto che ci siano molti talent in Italia che, chi più o chi meno, vadano tutti bene credo che sia dovuto al fatto che siano tutti molto diversi tra di loro ed è l’unico modo per farli convivere perché se ci fossero dei doppioni non avrebbe senso; ognuno ha le sue caratteristiche, ha il suo linguaggio, ha il suo pubblico di riferimento. X factor ha un pubblico molto esigente, ha una grande cura dei particolari, credo che, se dovesse essere una caratteristica, immagino sarebbe proprio questo: la cura dei dettagli.

    Se potessi duettare con uno dei giudici tra Mika Morgan e Fedez chi sceglieresti?

    Sarebbe divertente con tutti, però, come ti dicevo, se fossimo nati nello stesso anno io e Fedez avremmo potuto essere compagnucci di banco a scuola e compagni di marachelle, quindi forse sceglierei lui.

    Oltre a X Factor, condurrai anche E poi c’è Cattelan, quando partirà la seconda edizione?

    Dorevrebbe partire l’ultima settimana di gennaio o la prima di febbraio, insomma con l’anno nuovo, nel 2015.

    Quali sono le principali novità?

    In questo momento dobbiamo ancora pensarci, in realtà la prima edizione è durata sette puntate ed è stata una bella palestra per capire e prendere un po’ le misure. Quindi proseguiremo su quello stile perché credo che come linguaggio, in quelle sette puntate abbiamo creato qualcosa, in un certo senso, di nuovo qui in Italia; proseguiremo su quella direzione e ovviamente, sai, a volte le idee migliori vengono il giorno prima di andare in onda, quindi è un programma molto libero.

    753