Alessandra Mastronardi, l’antidiva de I Cesaroni

Alessandra Mastronardi, l’antidiva de I Cesaroni

Alessandra Mastronardi, la Eva dei Cesaroni, parla al GFF: "In tv mancano grandi esempi per i ragazzi"

    In tv non ci sono grandi esempi per i ragazzi. Se gli Amici di Maria De Filippi diventano l’unico riferimento per i giovani è chiaro che poi vogliano diventare come loro, ma quella è una notorietà stupida, destinata a durare tre mesi”: così parlò Alessandra Mastronardi, la Eva de I Cesaroni, al Giffoni Film Festival dove è giunta esclusivamente per salutare i giovani giurati. “Non vi fate abbagliare, il successo è lavoro, quella è una notorietà effimera“. E dette da una ‘coetanea’ (22 anni) sono parole che lasciano il segno.

    Il tema della 38ma edizione del Giffoni Film Festival, Miti e Maestri, si è trasformato in questi nove giorni di festival, che giunge domani al termine, in “falsi miti e falsi maestri” della tv italiana, con particolare attenzione per le ‘meteore‘ che arrivano dai vari talent e dai reality show. Ne hanno parlato tutti, da Iacchetti a Barbareschi, da Baudo a Favino per arrivare alla giovanissima Alessandra Mastronardi, che con la spontaneità e la freschezza che la contraddistinguono, ha tracciato un preciso affresco della tv di oggi. “Non penso che la tv sia il male dell’Italia, come tutti sembrano ormai affermare con rassegnazione, ma c’è tv e tv” ha affermato la Mastronardi che ha così superato la semplicistica opinione che la tv è tutta da buttare. Ma con forse un pizzico di ingenuità, magari con lucida consapevolezza, ha di fatto bocciato i grandi poli tv, Rai e Mediaset, a favore di quello che ormai dovrebbe, a ragione, essere definitivamente considerato il terzo elemento dell panorama tv italiano, Sky. “La programmazione di Sky è un bel passo in avanti nella tv italiana. Ci sono programmi interessanti, fiction notevoli, talk in cui ci si riesce a confrontare. Un esempio di come una tv diversa si può fare“. Così come I Cesaroni sono l’esempio di un modo ‘diverso’ di fare fiction: “I Cesaroni si distaccano dal panorama tv italiano, fatto per lo più di reality, soprattutto per il loro modo di parlare al pubblico. Il linguaggio semplice, naturale, spontaneo, prossimo al parlato quotidiano, senza tanti tabù, senza la ridondanza retorica di certa fiction credo che sia stato la vera arma vincente della serie”.
    Serie che senza dubbio le ha dato la popolarità, insieme a Matteo Branciamore (ospite domani del Festival) entrambi approdati alla fiction con qualche esperienza alle spalle. Alessandra, infatti, ruppe il ghiacchio con la cinepresa qualche anno fa, con un film girato accanto a Riccardo Scamarcio, Prova a Volare. “Eravamo alle prime armi – ricorda Alessandra – ma già allora Riccardo esprimeva un gran carisma.

    Non ci conosceva nessuno all’epoca (2004, n.d.r.) e non è certo un caso che il produttore abbia tenuto questo film nel cassetto fino al 2008″.

    Divisa tra cinema teatro e tv, Alessandra sta ora girando la terza serie de I Cesaroni: le riprese sono iniziate ad aprile e continueranno fino gennaio, mentre la serie sarà in onda il prossimo aprile. A gennaio, terminato l’impegno sul set de I Cesaroni, la Mastronardi tornerà in teatro con The Prozac Family, già in tournèe lo scorso anno.

    Una ragazza decisamente con i piedi per terra, Alessandra, che ha per Miti autori come Pier Paolo Pasolini, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Silvana Mangano, Anna Magnani: personaggi che ritiene irraggiungibili ma a cui guarda per il proseguo della sua carriera. Una carriera che molti le preannuciano luminosa, a differenza di quanto si presuppone possa accedere ai suoi giovani colleghi di fiction. In tanti hanno pronosticato che la carriera dei piccoli di casa Cesaroni, a partire da Niccolò Centioni per arrivare al piccolo Mimmo, si esaurirà con la serie. “Un’affermazione poco carina e anche stupidamente pessimista: per fare un esempio Mimmo ha solo dieci anni, non è detto che voglia poi fare questo nella vita.” Il vero problema è un altro” ha detto La Mastronardi “è che mancano reali possibilità di formazione per gli attori. Per me e Matteo I Cesaroni sono stati una grande palestra, ma va anche detto che mancano in Italia scuole di recitazione degne di questo nome. Lo stesso Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma non è più lo stesso“. Cosa resta dunque ai ragazzi? “L’idea che con la tv si arrivi al successo, magari partecipando ad un reality, senza ricordarsi che poi tanti di questi personaggi sono scomparsi”. Si inserisce così in pieno nel filone aperto da PierFrancesco Favino qualche giorno fa, ovvero mancanza di formazione professionale e assenza della meritocrazia: “Nella tv dei reality non c’è meritocrazia, si finisce per credere nell’idea che facendo un reality si possa diventare attori. Ma il mestiere dell’attore è un’altra cosa e diventa sempre più difficile da imparare”.

    Altro che idolo da teenagers, Alessandra dovrebbe avere una sua rubrica quotidiana con i ragazzi. Lei sì che sarebbe un bell’esempio di misura, grazia, professionalità e impegno da seguire. Lanciamo l’idea, chissà che Sky non la raccolga.

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