Aldo, Giovanni e Giacomo: “Sanremo non ci interessa”. Per ora niente tv

Aldo, Giovanni e Giacomo: “Sanremo non ci interessa”. Per ora niente tv

Aldo Giovanni e Giacomo, per i prossimi due anni niente tv

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    Tornare in tv? E perché? Noi stiamo bene così, se qualcuno ci invita e ci piace andiamo, ma noi vorremmo tornare in tv con un programma nostro e al momento non abbiamo nessuna idea per la tv. Per i prossimi due anni ci dedicheremo a teatro e cinema, poi si vedrà“: così Aldo, Giovanni e Giacomo, in un’intervista a Televisionando, gelano i fans che speravano in un loro ritorno tv, dove continuano comunque a imperversare con gli spot Wind. La tv non è la loro prima preoccupazione: “Le reti tv pensano che la gente voglia ‘la mer**’ e danno loro la mer**” dice senza mediazioni Giovanni. E l’idea di fare un Sanremo non li sfiora proprio: “Ce l’hanno chiesto tante volte, ma proprio non ci interessa“.

    Aldo, Giovanni e Giacomo a tutto campo: giunti al Giffoni Film Festival per incontrare i ragazzi delle giurie per la terza volta (la loro prima partecipazione è di 11 anni fa), i tre parlano dei prossimi progetti di lavoro, che non includono la tv.

    Dopo la Banda dei Babbi Natale ci siamo presi un mezzo anno sabbatico: a settembre ci rincontreremo per mettere giù delle idee per uno spettacolo teatrale e dall’anno prossimo ci dedicheremo al cinema“, magari ancora con Paolo Genovese (col quale si sono trovati bene, dice Giovanni, perché “ce lo siamo rigirato come un gioppino”). Come nascono i loro film? Nessuna magica ispirazione, spiega Giacomo, “prima di trovare l’idea giusta si tirano fuori tanti spunti e quello che ‘sopravvive’ viene sviluppato“. Ora, ad esempio, oi tre sono già pronti a ‘litigare’ per il prossimo spettacolo: Aldo vorrebbe ispirarsi a qualcosa sul genere di Tel Chi el Telùn, Giovanni invece cita il Panariello show, ma l’impressione è che le loro ‘vere’ idee se le tengano ben strette.

    Per ora di tv non se ne parla, almeno non per i prossimi due anni: “Perché tornare in tv?” si chiede Aldo, che definisce la loro assenza dal piccolo schermo “una scelta di gusto“. “Vorremmo tornare in tv con un programma tutto nostro, ma al momento non abbiamo idee televisive: avevamo pensato a strisce di 10 minuti, ma non se n’è fatto più niente. Ma se ci invitano per una puntata in un programma che a noi piace e va bene ci fa piacere” aggiunge Giacomo e vale la pena ricordare che ultimamente sono stati ospiti di Hotel Paura di Mario Calabresi, su RaiTre e la loro ultima ‘ospitata fissa’ risale al 2009 a Che Tempo Che Fa. Giovanni, invece, non usa mezze misure: “Per far passare un’idea nuova e buona nei palinsesti di oggi ci vuole una forza che non ha nessuno. Ho visto in teatro Favelas dei Pali e Dispari e penso che uno spettacolo così in tv potrebbe andare bene. Si pensa che in tv la gente voglia la mer** e dall’altra parte (le reti tv, ndr) le danno la mer**. Non importa poi che questo modo di fare tv venga smentito dai fatti: basti pensare al successo di Marco Paolini, di Fabio Fazio, ma vince la paura di osare qualcosa di diverso, che però in tv, volendo, si trova“. Chiosa, quindi, Aldo: “Penso a Boris.. ma se poi la gente vede il Grande Fratello…” che con rammarico ricorda i tempi in cui la tv italiana proponeva trasmissioni con Guccini. “Ora ti cancellano dopo due puntate, non hai neanche il tempo di sperimentare“.

    Quello della ripetizione e della paura di sperimentare è un problema che però sembra affliggere anche il cinema: a chi chiede loro del successo di Benvenuti al Sud i tre sono ‘stranamente’ d’accordo.

    A parlare è Aldo: “E’ fatto molto bene, ma sono abbastanza contrario ai remake. Dopo aver visto l’originale francese e poi la versione italiana posso dire che è un’operazione commerciale fatta molto bene, ma sarebbe bello se fossimo noi ad esportare un film in Francia“.

    Tornando alla tv, i ritmi forsennati di oggi sono per i tre anche alla base della comicità ‘usa e getta’ che riempie i palinsesti: se le leve del Derby di un tempo resistono da decenni, i nuovi comici sembrano sempre più delle meteore: “Non è che non ci sia più il talento – dice Giovanni - il problema è il suo sfruttamento: noi avevamo modo di sperimentare e di portare le nostre cose in teatro e in tv. Ora in 20’’ di tv rischi di bruciarti e se non sei psicologicamente forte il talento ti abbandona“. A sottolineare l’importanza della gavetta teatrale ci pensa anche Giacomo: “Per la nostra generazione il tetaro contava, era molto seguito anche dal pubblico: ora è diverso e anche il comico si sente auche autorizzato a non frequentarlo“. “Non che ai tempi dei nostri esordi non ci fosse il problema dei tempi in tv, lo dimostra Drive In dove uno sketch durava pochi minuti: ma all’epoca per diventare famosi ci voleva molta gavetta, che ora ormai sembra inutile. Vai direttamente in tv e in pochi minuti ti giochi tutto. Se avessimo iniziato a fare questo mestiere adesso probabilmente io starei facendo il tassinaro, lui il dentista…” scherza (mica tanto) Aldo.

    Intanto li vediamo in tv con gli spot Wind, di cui confermano di essere gli autori: “Le idee sono nostre - dice Giacomo, un po’ il portavoce del gruppo – poi altri ci aiutano a realizzarle“. Per il resto si guarda al teatro e ci si aspetta magari qualche nuovo personaggio, tanto più che il loro ormai immortale Tafazzi è entrato di diritto nel lessico politico: “Cosa ci suggerisce questo periodo politico? Non siamo capaci di risponderti – dice sempre Giacomo – ognuno di noi ha un opinione su questo sfascio generale, su questa tristezza che ci circonda, e forse qualche cosa la rappresenteremo. Noi non facciamo satira politica, ma raccontiamo storie di gente comune e penso che di questo disastro qualcosa verrà fuori“. Non abbiamo dubbi…

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