“Ai Sag Awards boicottate gli attori contro lo sciopero”

“Ai Sag Awards boicottate gli attori contro lo sciopero”

Non si ferma la battaglia per l’autorizzazione allo sciopero degli sceneggiatori, battaglia che si tinge di giallo dopo la richiesta di boicottaggio nei confronti di otto attori nominati ai Sag Awards, gli Oscar del sindacato degli attori, previsti per il 25 gennaio

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    Non si ferma la battaglia per l’autorizzazione allo sciopero degli attori, battaglia che si tinge di giallo dopo la richiesta di boicottaggio nei confronti di otto attori contrari allo sciopero e nominati ai Sag Awards, gli Oscar del sindacato degli attori, previsti per il 25 gennaio.

    Non bastassero i duemila attori – tra i quali spiccano George Clooney, Matt Damon e Tom Hanks – già firmatari di una petizione contro lo sciopero, viene alla luce – ‘grazie’ ad un’email anonima inoltrata dal membro del board nazionale Frances Fisher, che però non sarebbe la mamma dell’idea – la proposta di boicottare otto degli attori nominati ai Sag Awards che si sono espressi in favore del boicottaggio allo sciopero.

    I nominati sono in particolare Josh Brolin (nominato per “Milk“), Kevin Spacey (“Recount“), Susan Sarandon (“Bernard & Doris“), Michael C. Hall (“Dexter“), Sally Field (“Brothers and Sisters“), Alec Baldwin (“30 Rock“), Steve Carell (“The Office“) e Tony Shalhoub (“Monk“).

    Nella mail si legge tra l’altro: “Se fossi un normale, cioè non ricco e non famoso, attore, e volessi che il mio sindacato fosse forte così da poter lottare per me, darei a questi destabilizzatori del sindacato il mio voto? Vorrei che il mio sindacato premiasse tali attori? Io mi ricorderei i nomi di questi attori quando sarà il momento di dare il mio voto”, e segue la lista fatta poco sopra.

    A dir poco scandalizzato si dichiara Richard Masur, ex presidente Sag ed oggi membro del board, che oltre a chiedere alla Fisher di scusarsi e ripudiare la mail da lei inoltrata, spiega che mai nella storia dei Sag Awards si è tentato di politicizzare la cerimonia, “il cui unico scopo è quello di rendere merito agli attori per il loro lavoro, e di farli premiare da una giuria di loro pari. Sarebbe una vergogna se il processo fosse influenzato da considerazioni politiche”.

    Per quanto riguarda lo sciopero, ricordiamo che lunedì è previsto un meeting per decidere cosa fare del referendum: i leader della Sag continuano a dire che votare sì non significa automaticamente scioperare, ma semplicemente poter aumentare il livello di potere nelle trattative con l’Amptp; il voto, lo ricordiamo, era previsto per il 2 gennaio, ma è stato poi rimandato a causa delle controversie all’interno dello stesso sindacato degli attori.

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