Agrodolce, la nuova soap di Raitre da domani alle 20.10

Agrodolce, la nuova soap di Raitre da domani alle 20.10

Agrodolce, la nuova soap di RaiTre da domani alle 20

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    Parte domani, lunedì 8 settembre, alle 20.10 su RaiTre Agrodolce, la nuova soap della Rai fortemente voluta da Giovanni Minoli, direttore di RaiEducational e già padrino dell’ormai decennale Un Posto al Sole. 130 le puntate già realizzate in quel di Termini Imerese, già polo industriale della Sicilia che si candida, ora, a diventare nuovo polo dell’industria televisiva italiana. In alto il promo.

    Giovanni Minoli non ama l’etichetta soap, per lui troppo commerciale, e così preferisce etichettare la ‘sua’ nuova opera fictional come ‘Romanzo Popolare’, più affine, a suo dire, alle atmosfere e alle caratteristiche della tradizione produttiva italiana. Al di là delle preferenze (e del fatto che ‘romanzo popolare’ non ha portato bene ad un’altra sua creatura, SottoCasa), Agrodolce rientra in ogni caso nel genere soap opera, sebbene declinato all’anglosassone, ovvero con tanto impegno sociale e storie che guardano alla quotidianità e non alle saghe di famiglia stile Beautiful.

    La nascita di Agrodolce è destinata a fare storia, così come già successo a Un Posto al Sole. Se la soap partenopea ha inaugurato in Italia la lunga serialità e ha dato nuova linfa al Centro di Produzione Rai di Napoli (ai tempi dell’esordio di Upas diretto proprio da Minoli e prossimo alla dismissione), Agrodolce segna lo sbarco della produzione fictional in Sicilia (non solo come location) e soprattutto l’affermazione dell’industria televisiva italiana anche a livello europeo.

    In attesa di seguire le vicende dei protagonisti (e quindi di entrare nel merito della scrittura e della confezione), Agrodolce ha di certo un primato non di poco conto. Metà dei finanziamenti necessari alla sua realizzazioni sono infatti arrivati dai Fondi Strutturali concessi dall’Europa per lo sviluppo industriale delle aree deboli. Il progetto della soap è stato di fatto presentato dalla Regione Sicilia alla Comunità Europea e da essa approvato come progetto di sviluppo industriale. La fiction come industria a tutti gli effetti, quindi, con tanto di sigillo di Strasburgo e 12 milioni di Euro di finanziamenti comunitari, la metà del costo complessivo dell’opera (almeno delle sue fasi iniziali) che si aggira su un costo di 50-60.000 euro a puntata. La Regione Sicilia è così co-produttrice a fianco di RaiFiction, che ha demandato la realizzazione del prodotto alla Einstein Produzioni.

    Un precedente interessante, sia a livello sociale che a livello produttivo, un’operazione di cui Minoli va (giustamente) fiero: nelle varie dichiarazioni rilasciate nelle interviste di promozione, non ha fatto altro che enfatizzare il grande valore economico e sociale che questa soap opera ricopre nel quadro egli interventi a favore dello sviluppo di una regione come la Sicilia, un po’ come è stato per Un Posto al Sole, che ha ringalluzzito la produzione audiovisiva e l’indotto napoletano.

    Inizialmente si era pensato addirittura ad una riconversione degli ex stabilimenti Fiat di Termini Imerese, ma le prime 130 puntate della soap (che saliranno a 230 alla fine della stagione) sono state girate in una ex scuola della zona. 19 i personaggi principali, 77 ruoli secondari, oltre 1000 comparse, 6 registi, 250 persone fra tecnici, sceneggiatori e organizzatori che lavorano ormai stabilmente nella soap, oltre a tutte le attività (dalla ricettività all’artigianato) più o meno connesse all’impresa di girare cinque puntate a settimana. Nella realizzazione della nuova soap sono state ovviamente coivolte maestranze e artisti locali, in modo da dare linfa ad una ‘nuova scuola siciliana’ che potrà poi confluire nel più ampio panorama della produzione fictional nazionale.

    Ma veniamo alla storia. Le vicende di Agrodolce si svolgono nella cittadina immaginaria di Lumera, in realtà girate nella frazione di Porticello, Comune di Santa Flavia (PA). Per gli esterni scelte molte località della costa settentronale della Sicilia, come San Nicola l’Arena. Protagoniste principali due donne e non per caso: proprio attraverso le donne può e deve passare la rinascita della Siclia, ha detto Minoli, che ha caldeggiato anche la definizione di due protagoniste diverse ma accomunate da una grande passione per la propria terra. Da una parte Lucia Serio (Francesca Beggio), medico specializzatosi in Inghilterra che decide di tornare ad esercitare nel proprio paese; dall’altra Lena Cutò (Claudia Fichera), professoressa di liceo, grande amica di Lucia ma figlia di un mafioso. A differenza di suo fratello Tuccio (Alessio Vassallo) fa di tutto per staccarsi dalla cultura mafiosa che ha imperversato nella sua famiglia e cerca, invece, di infondere ai suoi allievi la cultura della legalità. Intorno a loro si muovono diverse famiglie: oltre a quella di Lucia e di Lena vanno ricordate le famiglie Granata, Martorana, Randazzo e la nobile stirpe dei Ruffo d’Altavilla.

    Per prendere dimestichezza con tutti i personaggi vi rimandiamo al sito di RaiFiction, rinnovandovi l’appuntamento con la prima puntata di Agrodolce, domani alle 20.10 su RaiTre. A seguire i nuovi episodi di Un Posto al Sole. Un access prime time all’insegna del Meridione.

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