Agostino Saccà reintegrato in Rai dal Tribunale del Lavoro

Agostino Saccà reintegrato dal Tribunale del Lavoro di Roma

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    Il Tribunale del Lavoro di Roma ragione ad Agostino Saccà e ne ordina il reintegro in Rai. Per (l’ex?) direttore di RaiFiction, autosospesosi a dicembre in seguito allo scandalo che continua a tener banco con nuove intercettazioni, una prima vittoria, ma il clima intorno a lui e al suo operato resta pesante. La Rai, intanto, ha deciso di impugnare la sentenza. In alto una telefonata che riguarda le fiction Angelica, La meravigliosa storia di Suor Bakhita e Paura d’Amare.

    Le ultime intercettazioni telefoniche pubblicate da L’Espresso negli scorsi giorni hanno riacceso i riflettori su un intricato caso tra tv e politica di cui le raccomandazioni per attrici da sistemare e produzioni fiction da realizzare per la Rai costituiscono solo la punta dell’iceberg. Dietro si muove un traffico, non ‘proprio ortodosso’, di favori e interessi personali che coinvolge il premier Silvio Berlusconi, importanti esponenti degli organi di controllo, senatori, case di produzione e chi più ne ha più ne metta.

    La sentenza del Tribunale del Lavoro non ferma certo le indagini della Procura di Napoli che cerca di far luce su un giro di tangenti, collusioni e favori che vede proprio l’ex direttore di RaiFiction al centro di un giro di accordi volti, da un lato, a far decollare il proprio progetto di far nascere a Lamezia Terme una Città della Fiction, dall’altro a fare da collettore per una serie di richieste di raccomandazioni utili a ‘distrarre’ senatori dal centro sinistra e favorirne il passaggio al centodestra, al fine di favorire la caduta del governo Prodi. Eventuali imputazioni e responsabilità legali saranno definite dalla Procura.

    Intanto la Rai ha deciso di impugnare la sentenza emessa ieri mattina dal giudice Giuseppina Vetritto, che appunto ordina all’azienda il reintegro nel ruolo da lui ricoperto al dicembre del 2007, ritenendo inammissibile la sospensione cautelare decisa dalla Rai immediatamente dopo l’esplosione del caso RaiFiction.

    A quanto emerge, il Tribunale del Lavoro ha ritenuto la sospensione cautelare decisa dalla Rai sostanzialmente inutile, visto che, secondo il Tribunale, “la Rai avrebbe avuto già da tempo gli elementi di fatto necessari e sufficienti ad adottare sanzioni disciplinari, anche risolutive, nei confronti del Dott. Saccà, senza bisogno di attendere che sugli stessi fatti si pronunci in sede penale il G.U.P. presso il Tribunale di Napoli”. Insomma la Rai poteva licenziare direttamente Saccà, senza aspettare le decisioni della Procura di Napoli e senza procrastinare la sospensione cautelare. Del resto, come sottolinea sempre il giudice, si evidenziano con chiarezza “profili di violazione del comportamento addebitato al lavoratore delle norme del Codice Civile e del Codice Etico vigente in Azienda in un quadro di contrarietà delle condotte del dipendente ai propri doveri di prestatore di lavoro in ambito Rai”. In più “è palese che l’aver manifestato i propri progetti di abbandono dell’Azienda e di inizio di un’attività di tipo imprenditoriale a dipendenti della società che è la principale concorrente della propria datrice di lavoro prima che a quest’ultima (riferimento al procetto della società di produzione e della Città della Fiction, n.d.r.), costituisce atteggiamento che, benchè difficilmente sanzionabile in sede penale, poteva e doveva essere valutato dall’Azienda in sede disciplinare”.

    Insomma, la Rai sembrerebbe colpevole di aver agito con ‘troppa cautela‘, disponendo nei confronti di Saccà una prolungata sospensione cautelare, ritenuta inaccettabile perchè portata troppo alle lunghe senza che venisse presa una decisione definitiva, che pur sarebbe stata possibile. Oltre al danno la beffa, quindi, ma la guerra è solo all’inizio.