Adriano Celentano nel 2009 di RaiUno

Adriano Celentano nel 2009 di RaiUno

Tra le (poche) novità dei primi mesi del 2009, RaiUno rispresneta una prima serata con Adriano Celentano dopo Rockpolitik e La situazione di mia sorella non è buona

    Adriano Celentano tornerà su RaiUno il prossimo aprile: almeno questo spera Fabrizio Del Noce che lo aspetta a braccia aperte. Il direttore di RaiUno e di RaiFiction annuncia i programmi al via a gennaio, con poche sorprese e diverse conferme, a partire da tre delle sue Angels promosse di nuovo in prima serata, Eleonora Daniele con Ciak Si Canta, Veronica Maya con Incredibile e Caterina Balivo con Dimmi la Verità. Il ‘quarto angelo’, Elisa Isoardi, è momentaneamente ai fornelli de La Prova del Cuoco. Per ora non ritorna Portobello.

    Partiamo da Adriano Celentano, che sembra essere diventato – con Roberto Benigni - l’unico personaggio-evento di casa Rai. Osannato ogni volta come il ‘salvatore dell’Auditel’, come il Re Mida della tv, Adriano Celentano finisce poi per disattendere le aspettative e ‘regalare’ prediche che poco si adattano sia alla tv del terzo millennio sia al target piuttosto conservatore di RaiUno. Ma tant’è, Del Noce ha i suoi amori e Celentano è sicuramente tra questi.

    Pare che l’accordo con il Molleggiato sia cosa “quasi fatta”: dovrebbe tornare in prima serata su RaiUno ma la formula è ancora ignota. “Per me – dice entusiasta Del Noce – l’evento è lui, il più grande artista della televisione italiana che, nonostante i 71 anni, fa restare la gente a casa a seguirlo, giovani compresi. I dissapori si sono stemperati, è tornata invece l’amicizia antica, ora c’è piena disponibilità teorica al suo ritorno”. A nostra memoria i dissapori di Rockpolitik si erano già stemperati con La Situazione di mia Sorella non è Buona (novembre 2007) ma, si sa, i giornalisti accreditati fanno sempre le stesse domande, per cui questi dissapori probabilmente non ‘finiranno’ mai.

    Se da una parte Del Noce guarda alla storia della musica e del costume italiano con Celentano, dall’altra adotta “rinnovamento e ringiovanimento” come parole d’ordine dei suoi ultimi spazzi di direttore di RaiUno. Continua a ripetere di avere un destino incerto, dato il prossimo rimpasto di cariche direttive conseguenti alla nomina del nuovo CdA Rai (sempre che si risolva la questione Villari alla Commissione di Vigilanza). Pur dicendosi soddisfatto del lavoro svolto in sei anni di direzione di RaiUno e nei mesi trascorsi come direttore ad interim di RaiFiction (conseguente all’allontanamento dell’ex Agostino Saccà) e pronto a lasciare ogni incarico qualora gli venisse chiesto, Del Noce guarda avanti nella sua missione di ‘ringiovanire’ il pubblico della rete, per infastidire anche Canale 5 nel suo zoccolo duro del target commerciale, e rinnovare i contenuti di show e fiction.

    Sul fronte intrattenimento, dopo un autunno costellato di successi dovuti a format vecchi e nuovi (da Tutti Pazzi per la Tele a Carràmba, passando per I Migliori Anni) Del Noce prova a rimettere in gioco le sue ‘favorite’, ovvero Eleonora Daniele, Veronica Maya e Caterina Balivo.

    A partire da gennaio tornano in palinsesto, infatti, tre programmi testati (non proprio con successo) tra la primavera e l’estate 2008. Si tratta di Ciak si Canta della Daniele, di Dimmi la Verità della Balivo e di Incredibile con Veronica Maya. Come detto, il quarto asso del poker di Del Noce, Elisa Isoardi, ha già conquistato il daytime con La Prova del Cuoco dove sta cercando, senza ancora risultati apprezzabili (ma è solo all’inizio) di non far rimpiangere Antonella Clerici.

    A proposito della Clerici, la bionda Antonellina tornerà su RaiUno in prima serata dopo la maternità (intorno ad aprile-maggio) con Ti Lascio una Canzone, grande successo della scorsa primavera; torna anche un’altra signora di RaiUno, Milly Carlucci, che ripropone da gennaio il reality Ballando con le Stelle dopo il flop di Uomo e Gentiluomo. Torna in prime time anche Carlo Conti con I Raccomandati. Poche le novità, quindi, sul fronte show, piuttosto la riproposizione di programmi già ampiamente rodati.

    Per quanto riguarda la fiction, Del Noce si impegna a coniugare, nel miglior modo possibile, gli obiettivi di RaiFiction con le esigenze della sua rete, sempre più impegnata nella produzione di narrativa audiovisiva.
    Esauritosi, per il momento, il prolifico filone della fiction in costume, che non attira più come qualche anno fa, la direzione della produzione Rai guarda sempre di più ad un target under 50 anni. “Bisogna puntare sui seriali lunghi e meno sulle miniserie, se non evento – dice Del Noce (anche se questo si sapeva già da anni, n.d.r.) – bisogna avere il coraggio di non insistere su cose giunte al capolinea“. Annuncia inoltre un incremento degli investimenti: “Nel 2008 sono state 115 le serate dedicate alla fiction, nel 2009 se ne aggiungeranno 13“. Da questi ultimi scorci di 2008 la direzione presa sembra essere quella giusta: a parte lo smaltimento del titolo (ormai di magazzino) Artemisia Sanchez, la nuova linea può ben essere rappresentata dalla serie Tutti Pazzi per Amore, gradevolissima fiction fuori dagli standard della Rai. A questa si aggiungeranno Il commissario Manara, un “poliziesco rosa” nella definizione di Del Noce, con protagonista Guido Caprino in onda dall’8 gennaio su RaiUno per sei serate e Il Bene e Il Male, un ‘poliziesco puro, in onda dal 12 gennaio (contro XFactor e Grande Fratello 9) con Gianmarco Tognazzi, Bianca Guaccero, Antonia Liskova.

    Sembra invece tramontata l’ipotesi di riportare in tv Portobello, progetto accarezzato da tempo da Pippo Baudo. I diritti sono stati da poco ceduti dalla famiglia Tortora alla società della vedova di Corrado, Marina Donati, ma al di là di questo il timore di Del Noce sembra essere quello di “rovinare un marchio storico e glorioso della Rai“. La spiegazione ci sembra debole: evidentemente la questione diritti è sostanziale. Certo, se volessero schierare un nuovo Portobello contro la corazzata De Filippi si rischierebbe davvero l’effetto Serata d’Onore: se queste erano le intenzioni, è bene che non si ‘rovini la memoria’ di un programma innovativo come fu, per l’epoca, il Portobello di Tortora.

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