Academy non sfonda. Di chi la colpa?

Academy, o meglio Italian Academy 2, non sfonda

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    Italian Academy 2 è al giro di boa, ma nessuno se ne accorge. Tra doppie eliminazioni settimanali e qualche nuovo ingresso, la vita dei concorrenti nell’Accademia di ballo di RaiDue scorre tesa e affaticata, ma il pubblico tv non premia il programma, che oscilla tra il 3% di share della striscia pomeridiana e il 7% del sabato pomeriggio. Eppure gli allievi sono bravi e i docenti impeccabili: noi un’idea ce l’abbiamo.

    Oggi Roberto Levi su Il Giornale fa una disamina del talent di RaiDue dedicato alla danza, partito a metà aprile e che chiuderà l’8 giugno con una puntata in prime time. Per capire il perché di un talent che non appassiona, Levi punta il dito soprattutto verso la conduttrice Lucilla Agosti che, a suo avviso, conduce con ‘il freno a mano tirato’. “Non vorrei – scrive il giornalista – che alla Agosti avessero detto di trattenersi, di moderare istinto ed esuberanza per fare in modo che Academy abbia il profilo serioso della gara tra talenti veri, genuini, in contrapposizione ad altri show che vanno per la maggiore e da cui i nuovi arrivati sentono il bisogno di differenziarsi“. In poche parole conduzione e gestione della scuola low profile, con spazio al sudore e poco alle dinamiche tra i concorrenti, che per Levi sono un elemento essenziale per appassionarsi a un programma ed eleggere i propri beniamini.

    Alla conduttrice, quindi, Levi aggiunge l’impostazione del format, che definisce da “dieta punitiva“: “Le facce e il tono di voce degli insegnanti – continua Levi - rappresentano bene il clima da collegio svizzero anni ’60 e l’atmosfera generale trasuda stanchezza, routine, carburazione lenta. Non sembrano esserci troppi fenomeni in circolazione nemmeno qui e allora perché tutta questa overdose di rigore collegiale?“. L’esortazione finale di Levi è tutta un programma: “Su con la vita, ragazzi, più pepe nella conduzione e via un po’ di spocchia dagli insegnanti. Solo così, a rodaggio finito, Academy avrà qualche possibilità in più di riprendersi“.

    Data la lettura di Levi, ci permettiamo di dare anche una nostra chiave interpretativa.

    L’operazione Academy, presentata come test, è stata ambiziosa e sbagliata dall’inizio: far partire un talent show a fine stagione, peraltro una stagione ricca di reality e di talent che si sono dati battaglia fino all’ultimo sangue e che hanno chiuso i battenti pochi giorni prima del suo avvio, è un errore marchiano. Il pubblico ha già vissuto le sue passioni, ha già incoronato i propri beniamini dopo nove mesi di Amici e quattro di XFactor. I loro ‘cuori’ per quest’anno sono già conquistati, non c’è posto per altri, soprattutto se questi altri compaiono esclusivamente nel pomeriggio e per poco più di due mesi.

    Come si può pretendere che ci si appassioni a decine di nuovi personaggi che appaiono come meteore per un’ora al giorno, senza sapere nulla di loro? La forza di Amici sta nei tre mesi di scuola (da ottobre a dicembre) che sfociano poi nel serale: quest’anno poi, erano nel daytime per 7 giorni su 7, con uno schema ormai familiare, sebbene molto criticato e criticabile, ma che ha dato a ciascun allievo la possibilità di farsi conoscere.

    E’ vero, Academy lascia poco spazio alla ‘tv’, ma questo non è necessariamente un male, anzi: è un piacere vedere Luciana Savignano e Raffaele Paganini dare lezione, un piacere vedere un po’ di danza ben eseguita (non saranno fenomeni, ma qualcosa in più rispetto ad Amici si vede), un piacere seguire le prove, anche se non si ricordano i nomi degli allievi.

    Academy è nato per consumarsi velocemente, questo è un altro errore: non c’è tempo per familiarizzare con gli allievi, quindi poco importa se al ballottaggio ci sia Pui San o un’altra. E poi il meccanismo delle coppie lo troviamo davvero discutibile.

    Se a ciò si aggiunge la conduzione di Lucilla Agosti, che non ci è piaciuta dai tempi dei casting, il cerchio si chiude.

    Insomma, non è il contenuto che ci allontana, quanto l’arrivo di un talent ‘mordi e fuggi’ nel pomeriggio del fine stagione: le premesse per il flop stanno nella collocazione e nei tempi, oltre che nella gestione inadatta del sabato pomeriggio. Confidiamo che RaiDue dia una nuova possibilità a questo talent, ma ad armi pari con gli avversari.