A passo di danza (Bunheads): 5 motivi per guardare la serie tv di Amy Sherman-Palladino

da , il

    Bunheads A passo di danza

    Sarà Mya di Mediaset Premium a trasmettere in prima visione tv in Italia la serie TV Bunheads, creata da Amy Sherman-Palladino. Per l’occasione il telefilm è stato infelicemente rinominato A passo di danza, per quella che è una brutta abitudine italiana che purtroppo non sta andando scemando alla velocità che tutti noi auspicheremmo. Ma nonostante il cambio di titolo, Bunheads/A passo di danza è una serie tv molto carina destinata ai fan di Amy Sherman-Palladino rimasti orfani di Una mamma per amica (altro infelice cambio di titolo da Gilmore Girls).

    Trama

    A passo di danza è la storia di Michelle Simms (Sutton Foster), una showgirl di Las Vegas, con il sogno di sfondare come attrice teatrale di musical. Dopo l’ennesima audizione andata male, Michelle si ubriaca e finisce per sposare Hubbell Flowers (Alan Ruck), un uomo che la corteggia da parecchio tempo. I novelli sposi si trasferiscono nella piccola cittadina di Paradise, dove Fanny (Kelly Bishop), la madre di Hubbel, gestisce un’accademia di danza. Ben presto, però, un tragico incidente coinvolge il novello sposo e così ad un solo giorno dal matrimonio, Michelle rimane vedova. Decide poi di rimanere nella piccola cittadina e finisce per insegnare con la nuova suocera nella scuola di danza. Le altre protagoniste del telefilm sono le allieve dell’accademia di danza: la turbolenta Sasha Torres (Julia Goldani Telles), la dolce Bettina ‘Boo’ Jordan (Kaitlyn Jenkins), l’insicura Virginia ‘Ginny’ Thompson (Bailey Buntain) e la sarcastica Melanie Segal (Emma Dumont), oltre agli altri bizzarri personaggi che popolano Paradise.

    Nel caso foste indecisi sul guardarla o meno, eccovi 5 buoni motivi per non perdere nemmeno una delle 18 puntate della prima stagione di A passo di danza.

    I dialoghi serrati e pungenti

    Dite la verità: cosa vi manca di più di Una mamma per amica? Qualsiasi cosa possa venirvi in mente, sicuramente potrà essere riconducibile ai dialoghi serrati e pungenti tipici della serie TV di Amy Sherman-Palladino. La capacità di parlare a macchinetta che avevano Rory e Lorelay rivive in Bunheads, nel quale i botta e risposta tra i vari personaggi non hanno nulla da invidiare alle sette stagioni di Gilmore Girls. Lo script dell’episodio pilota vantava la bellezza di 80 pagine, contro le 50 tipiche delle altre serie tv. Uno stile inconfondibile che non si può non amare!

    Il protagonista è lo sport

    Siamo onesti: lo sport aggiunge qualcosa alle serie TV, specialmente ai teen drama. Fa spesso da contorno più che da protagonista, ma è un filo conduttore che il più delle volte funziona. Pensate a Friday Night Lights (High School Team) con il football, a One Tree Hill con il basket o a Make It or Break It (Giovani campionesse), altro prodotto di ABC Family, questa volta dedicato al mondo della ginnastica. La danza non è da meno; fa da collante senza diventare eccessivamente invasiva ed è un ottimo pretesto per raccontare le storie della cittadina di provincia di Paradise.

    Non chiamatelo teen drama

    Per quanto possa essere classificato come teen drama, essendo una serie tv che vede protagonisti le ansie e gli amori di un gruppo di adolescenti, le vicende di Sasha, Boo, Ginny e Melanie non sono mai in primo piano. La vera protagonista è Paradise tanto quanto lo era Stars Hollow. Ci appassioniamo alla vita di Michelle, tanto quanto a quella di Fanny, sentiamo la mancanza di Hubble e ridiamo delle disavventure di Truly (Stacey Oristano).

    Vecchi attori per nuovi personaggi

    Se alla domanda “Cosa vi manca di più di Una mamma per amica?” avete risposto “Gli attori”, Bunheads è la serie TV che fa per voi. Non sperate di rivedere Alexis Bledel e Lauren Graham, ma sappiate che nella nuova serie TV di Amy Sherman-Palladino compaiono ben 12 attori già visti in Gilmore Girls, Kelly Bishop in testa.

    Una spettacolare Sutton Foster

    Prima di diventare la star di Bunheads, Sutton Foster ha lavorato a Broadway. E’ stata candidata ben 8 volte ai prestigiosi Tony Awards, aggiudicandosene due, uno nel 2002 per il ruolo di Millie Dillmount in Thoroughly Modern Millie, e uno nel 2011 per il ruolo di Reno Sweeney in Anything Goes. Le capacità di canto e ballo della Foster vengono pienamente sfruttate nel telefilm, in alcuni momenti topici che ci permettono di godere di tutta la sua bravura. Fortunatamente le doti recitative non sono da meno, motivo per il quale non ci sentiamo di rimpiangere l’assenza della bravissima Lauren Graham.