24, le riprese del film (con anche Mary Lynn Rajskub) partono tra aprile e maggio; Kiefer Sutherland parla di Touch

24, le riprese del film (con anche Mary Lynn Rajskub) partono tra aprile e maggio; Kiefer Sutherland parla di Touch

24, le riprese del film (con anche Mary Lynn Rajskub) partono tra aprile e maggio; e intanto Kiefer Sutherland parla di Touch, nuovo show che dal 19 marzo lo vedrà protagonista

    Il film di 24 sarà girato tra aprile e maggio, lo storyline riprenderà in tempi non troppo lontani dal season finale e avrà la struttura standard della serie tv, anche se la crisi durerà un paio d’ore e non un giorno intero. Parola di Kiefer Sutherland, che ha approfittato del TCA Tour e della presentazione della serie Touch che lo vede protagonista per fare il punto su un progetto (che ad oggi ci interessa molto più della nuova serie FOX) di cui si parla da mesi, ossia il film tratto dalla serie tv chiusa nel 2010.

    Kiefer Sutherland conferma quanto già anticipato una mesata fa, la sceneggiatura del film di 24 scritta da Mark Bomback (Die Hard 4) è già pronta, e se la Imagine e la 20th Century Fox TV (produttori dello show) daranno il via libera, le riprese cominceranno in primavera, quando l’attore sarà libero da altri impegni – prima era occupato con il teatro, poi con Touch che vedremo a breve su Fox.

    La mia speranza – ha detto Sutherland – è di cominciare a girare il film di 24 alla fine di aprile/inizio maggio: il film sarà quasi una ripresa in tempo reale da dove abbiamo lasciato, penso passeranno non più di sei mesi dalla fine dell’ultimo episodio di 24‘. A TVLine l’attore ha anche spiegato che il film avrà le stesse premesse della serie tv – coprire in real time una crisi – anche se le ore saranno solo due e non ventiquattro; tra i protagonisti, oltre a Sutherland, ci sarà sicuramente Mary Lynn Rajskub aka Chloe, ‘assistente tecnica’ di Jack, come annunciato dal producer Howard Gordon a TV Guide Magazine.

    Quanto a Touch (qui qualche informazione sulla serie, al via su FOX il 19 marzo, con un’anteprima speciale il 25 gennaio), lo show vede protagonista Sutherland nel ruolo di Martin Bohm, un vedovo che ha un figlio, Jake (David Mazouz), di undici anni affetto da autismo (è muto e non si fa toccare da nessuno); quando gli assistenti sociali (tra cui Gugu Mbatha-Raw) cominceranno ad occuparsi del suo caso, Jake comincerà ad avere una sempre più strana ossessione per il numero 318, che appare dal canto suo nelle circostanze più strane: Martin, ad esempio, avrà un litigio con un uomo alle 3.18 del pomeriggio, e proprio quell’uomo (Titus Welliver di Lost) salverà un gruppo di bambini da un incidente in autobus, con il numero 318.

    Touch conterrà anche altre storie, che alla fine si riuniranno insieme per mostrarci ‘un’unità globale’, come già successo in Heroes (che fu creato da Tim Kring, anche autore di questo show): Sutherland, Mazouz e Mbatha-Raw saranno gli unici tre regular della serie, ma nel cast vedremo però anche Danny Glover (Arma Letale) nel ruolo di un professore che pensa che l’autismo non sia una malattia, ma un qualcosa che aumenta la percezione della realtà.

    Touch è descritto come ‘irrefrenabilmente emozionale, una cosa che (io e Kring) sentivamo mancasse in televisione e anche nei film‘, e nonostante la trama apparentemente ampia e complicata, Sutherland ha spiegato che sia lui in 24 che Kring in Heroes, hanno imparato il valore di un procedurale: ‘Ogni settimana ci saranno una serie di circostanze relativa a Jake, che porteranno Martin a fare i conti con qualcosa di nuovo che deve essere risolto.

    In ogni episodio ci sarà un inizio, uno svolgimento e una fine‘.

    L’attore ha anche detto che non voleva impegnarsi con Touch per un suo ritorno in tv, ma grazie all’incoraggiamento delle persone vicino a lui ha cambiato idea, vedendo nella sceneggiatura una ‘splendida relazione‘ tra padre e figlio, e una comunanza tra Martin e Jack Bauer: ‘Quello che ho imparato in 24 è che Jack non vinceva mai, poteva avere piccole vittorie ma era impossibile vincere del tutto: e Martin è molto simile, come padre non può comunicare con suo figlio come vorrebbe. Per Martin è lo stesso, non potrà mai comunicare con suo figlio nel modo in cui vorrebbe, e penso ci sia qualcosa di straordinario nel voler trovare la speranza in qualcuno che non vincerà mai del tutto‘.

    Sutherland ha definito particolarmente interessante il personaggio di Glover, ‘un professore che pensa che noi abbiamo sbagliato a diagnosticare le persone con l’autismo, persone che secondo lui hanno una forma avanzatissima di comunicazione, che noi non siamo in grado di intendere‘; il fatto che Kring ha un figlio autistico, ha concluso Sutherland, farà sì che il tema dell’autismo ‘verrà trattato in maniera realistica, non inventeremo niente‘.

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