1993 La Serie, Domenico Diele: ‘Luca Pastore dovrà decidere da che parte stare’, intervista

Televisionando intervista Domenico Diele, il poliziotto Luca Pastore di 1993 La Serie. In questa seconda stagione Pastore dovrà decidere da che parte stare: se continuare a inseguire i responsabili della sua malattia o se, invece, iniziare a guardare la vita con altri occhi. In questa seconda possibilità lo aiuterà Eva, una ragazza malata che gli insegnerà ad ammorbidirsi.

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    1993 La Serie: Domenico Diele presenta Luca Pastore, intervista

    In 1993 La Serie Domenico Diele torna a interpretare Luca Pastore, poliziotto alla corte di Antonio Di Pietro, interpretato da Antonio Gerardi. Anche in questa stagione, Luca Pastore inseguirà i suoi demoni: oltre a essere uno stretto collaboratore di Di Pietro, infatti, Pastore è anche un giovane uomo malato di AIDS in seguito a una trasfusione con sangue infetto. Responsabile del sangue infetto è una società collegata all’imprenditore Michele Mainaghi, cui Luca ha promesso vendetta a ogni costo, al punto di iniziare una storia d’amore con la figlia, Bibi, interpretata da Tea Falco.

    Nella seconda stagione della trilogia, nata da un’idea di Stefano Accorsi, Domenico Diele alias Luca Pastore vivrà attimi di grande incertezza e sarà costretto a prendere una decisione importante: continuare a combattere il nemico o ammorbidirsi, anche grazie all’arrivo di Eva, anch’essa malata, ma con uno sguardo sulla vita più leggero. Una piccola anticipazione sulla decisione di Pastore la fornisce proprio Diele: ‘Luca porterà avanti il desiderio di giustizia, ma incontrerà Eva e resterà affascinato dal suo sguardo verso la malattia. Per indole sempre molto solo, il calore e la complicità faranno presa su di lui’.

    Per quanto riguarda il ruolo di Luca Pastore agente di polizia giudiziaria, Domenico Diele svela che ‘continuerà a occuparsi dei corruttori, arrivando al Ministero della Salute’. La sfera privata, come anticipato, vivrà una nuova fase: ‘Contemporaneamente Luca incontrerà anche una persona che condivide con lui la stessa malattia (Eva, ndr) e, attraverso il rapporto con lei, cambierà il suo rapporto con la malattia stessa. Proverà a darsi una possibilità diversa da quella che credeva suo appannaggio. Gli verrà consigliato un modo diverso di affrontare la malattia’.

    In 1992, infatti, Luca Pastore scopre di avere l’HIV in seguito a una trasfusione effettuata con sangue infetto. La rabbia e il desiderio di vendetta prendono subito il sopravvento, tanto da riuscire a incastrare Mainaghi, titolare dell’azienda responsabile del plasma infetto. Gli effetti psicologici della malattia su Pastore sono devastanti, al punto da risultare un personaggio solo e chiuso in se stesso: ‘Luca ha questa componente della malattia molto forte’, afferma Domenico Diele’, ‘che lo ferma e che può essere anche molto drammatica. Si ritiene spacciato con pochissimo ancora da vivere’.

    Come ci si prepara a interpretare un ruolo così complesso? ‘Mi sono preoccupato di rendere una persona che avesse perso qualsiasi speranza per se stessa e che decide di dare l’ultimo colpo di coda vitale cercando di fare giustizia. Paradossalmente è in una posizione fortunata perché sa che ha ancora poco da vivere, sa perché e per colpa di chi. Cerca di trovare un riscatto per dare un senso a ciò che gli è accaduto. Ho cercato di cavalcare questo aspetto del personaggio unito alla caratteristica della malattia’.