16 anni ad Annamaria Franzoni: il circo mediatico è finito?

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annamaria franzoni

E’ stata letta pochi minuti fà la sentenza del processo di secondo grado per l’omicidio del piccolo Samuele Lorenzi. La riduzione della pena del primo processo, trenta anni, è stata motivata con le attenuanti generiche della seminfermità mentale. Si chiude così per Annamaria Franzoni il processo che ha catalizzato totalmente l’attenzione delle trasmissioni di attualità e di informazione in questi sei anni, e che ha rivelato un’inquietante attenzione televisiva morbosa verso efferati delitti di cronaca. Mentre viene data la notizia all’Ansa Carlo Taormina si fa intervistare nello spazio Dieci Minuti di Rai Due dicendosi amareggiato dell’ingratitudine della sua ex cliente, ma con un atto di estremo pietismo la esorta, con il cuore in mano, a continuare a non mollare e combattere per dimostrare la sua innocenza.

Senza entrare nel merito di incidenti probatori o perizie scientifiche su pigiami, zoccoli e mestoli, la consolazione principale è che finalmente Porta a Porta potrà mandare in pensione, insieme a personaggi inutili elevatisi ad opinionisti ed esperti di tuttologia, il famoso plastico di Cogne.
Voci di corridoio mi dicono però che è già in preparazione il plastico dell’asilo di Rignano Flaminio.

Fonte | Adnkronos

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Anonimo 27 aprile 2007 21:27
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è uno schifo

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Anonimo 27 aprile 2007 21:50
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vi ricordo che ci saranno 3 gradi di giudizio.. e che non lasceranno cadere cosi la cosa..

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Barbara
Barbara 28 aprile 2007 09:44
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Non se ne può veramente più

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Mario 30 aprile 2007 23:41
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Buongiorno Direttore,
Mi permetto di dire anch’io qualcosa, anche se impropriamente, sull’ultra discusso delitto di Cogne.
Premesso che non sono uno di quelli che ha seguito tutto ció che è stato detto, non ho letto molto e non ho seguito molte trasmissioni.
La cosa peró mi ha preso emotivamente dal primo momento poiché, l’omicidio di un bambino, in un modo cosí efferrato, non riesci ad accettarlo.
Allora, come gran parte degli italiani, cerchi di capire chi puó aver fatto una cosa tanto crudele e per quale motivo.
Dai verdetti finali (lo dico al plurale perché, alla fine, l’opinione pubblica si è divisa in due correnti) risulterebbe una colpevole ufficiale ed un’altra “stimata”.
Ed ecco che qui, entro col mio personalissimo punto di vista: perché, sempre che si escluda la colpevolezza della Signora Franzoni, l’unica alternativa sembrerebbe un’altra donna, la quale avrebbe agito per vendetta non si sa bene per che cosa?
Puó anche darsi che sia stato anche motivo di indagine ma, siccome non ho mai sentito altre assunzioni, perché non potrebbe essere stato invece un uomo, il quale si sarebbe introdotto in casa della Franzoni per tentare di farle violenza o cosa simile? E che, vedendo il bambino che probabilmente lo aveva visto introdursi nella camera, non si é fatto nessuno scrupolo come non se lo sarebbe fatto se in casa ci fosse tornata la madre dopo averle fatto violenza?
Casi del genere ne succedono e li leggiamo, purtroppo, tutti i giorni, eppure, nei 5 anni di analisi da parte di: carabinieri, accusa, difesa, ….non ho mai sentito fare una ipotesi aggiuntiva che potesse essere riconducibile ad un fatto di questo tipo.
Non sarebbe neppure tanto strampalata come ipotesi: la Signora è piacevole, la situazione logistica favorevole (la casa mi pare abbastanza isolata) e facilmente controllabile come movimenti interni/esterni (vedere quando esce il marito, quando accompagna all’autobus un figlio,etc..).

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Michele 9 ottobre 2007 13:17
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E’ sconsolante e tragico constatare che nessuno si chieda come mai, se la “signora” in questione è stata condannata, sia libera. E se ne ignorano i motivi…
Paradossale la pseudo-giustizia italica che permette la scarcerazione di pluri-pregiudicati, mafiosi, semi-infermi di mente appunto ed altri assassini, per “semplici” cadute in prescrizione o scadimento di termini. Quando, addirittura li solleva da indicibili crimini. Non sono un tecnico e non so se ho scritto bene, ma resta l’assoluta ignobile idiozia di tali dementi “regolette”.
E, purtroppo, restano le vittime, senza neppure la pietà di chi dovrebbe difenderli, senza amore prima d’essere sacrificati, e senza amore dopo, gettati nel cassonetto della corta memoria.
Mentre lo squallido mondo, se ancora così si può chiamare, continua la sua miserabile danza tra rate di blatte d’acciaio da pagare e sogni da superenalotto.

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